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MEDICINA/ Costanzo (Ifom): "Torno in Italia per studiare come si riparano i danni del Dna"

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Pensiamo di utilizzare l’estratto di ovociti per inattivare i principali geni soppressori tumorali, tra cui BRCA-2 importante nella prevenzione del tumore al seno. Cerchiamo di capire quale ne sia la funzione, andando ad analizzare la struttura del Dna che si replica in assenza di BRCA-2: quest’ultimo è essenziale per i mammiferi ma nei sistemi acellulari non lo è e quindi possiamo studiare gli effetti della sua assenza. Capire la funzione di queste proteine è di grande importanza, basti pensare che il 30% è essenziale per la vita ma di molti dei geni che le regolano non sappiamo nulla.

 

Queste ricerche sono una conseguenza dalla scoperta che lei ha fatto dieci anni fa quando era ricercatore alla Columbia University?

In un certo senso sì. Alla Columbia abbiamo scoperto che se aggiungiamo del Dna frammentato agli estratti di ovocita otteniamo una risposta simile a quella che si verifica quando le cellule vengono irradiate da raggi gamma che inducono la rottura della doppia elica. Siamo riusciti a mimare la rottura del Dna e ne abbiamo studiato la risposta biochimica. La rottura della doppia elica è un evento abbastanza frequente ed è un evento drammatico perché porta alla perdita di materiale genomico, di informazione genetica. Studiarlo è importante anche perché le cellule tentano di riparare la rottura ma spesso la riparazione non è accurata e si può perdere l’informazione posizionale che si traduce nella errata regolazione dell’espressione di alcuni geni importanti nella proliferazione cellulare; questo è un evento molto comune nei tumori e quindi capire cosa succede quando la doppia elica si rompe è fondamentale per comprendere la genesi dei tumori. Nelle ricerche alla Columbia siamo riusciti a comprendere che c’è una proteina che si lega a queste rotture.

 

Il laboratorio che andrà a dirigere all’Ifom è particolarmente attrezzato per queste ricerche?

L’Ifom è una realtà unica in Europa; usufruisce di un finanziamento rilevante da parte della Firc che consente alla struttura di essere molto competitiva, con personale di alto livello e strumentazione d’avanguardia. Qui siamo pienamente attrezzati per vedere gli enzimi che ci interessano mediante tecniche di microscopia avanzata come la microscopia elettronica o quella a forza atomica. Quelle che analizziamo sono strutture con diametri dell’ordine dei nanometri (miliardesimi di metro), quindi ci muoviamo nel campo delle nanotecnologie per l’imaging. Abbiamo potuto anche allestire una facility per l’allevamento degli Xenopus: noi non lavoriamo sugli animali ma utilizziamo questi anfibi solo come produttori spontanei di ovociti.



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