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IL PUNTO/ La sfida nani contro giganti nel Grand Prix dell’eolico

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Il carico di una mega turbina per l'installazione in un parco eolico marino  Il carico di una mega turbina per l'installazione in un parco eolico marino
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Non deve dunque meravigliare che, anche se la grande industria dell’eolico sembra parteggiare decisamente per il gigantismo, il dilemma fra “pochi-e-grandi” e “tanti-e-piccoli”, non sia del tutto superato. In particolare macchine più piccole, eventualmente anche di tipo diverso dal prevalente rotore bi-tripala ad asse orizzontale, possono essere vantaggiose in situazioni particolari e marginali, ma non solo.

Di ciò è per esempio convinto il professor John Dabiri del Caltech (California Institute of Technology), che ha recentemente concluso nel sud della California un’interessante dimostrazione di un nuovo tipo di generatore eolico ad asse verticale e si appresta a completare l’esperimento a più larga scala presso un remoto villaggio dell’Alaska. L’innovazione introdotta da Dabiri non si limita al tipo di generatore, ma riguarda anche il modo di disporre i generatori stessi (erano 24 nell’esperimento californiano ma saranno una settantina in Alaska) in quanto le “scie aerodinamiche”  prodotte sottovento dai suoi generatori ad asse verticale, invece di costituire un elemento di disturbo aerodinamico e di stress meccanico per le macchine vicine (come normalmente succede nei generatori ad asse orizzontale), possono risultare benefiche, se i generatori vengono opportunamente spaziati fra di loro.

In effetti, nel passaggio fra gli elementi aerodinamici del generatore verticale inventato da Dabiri il vento viene accelerato e questo incremento di velocità può essere sfruttato dai generatori a valle, ottenendo in tal modo un incremento netto di produttività in un gruppo di generatori disposti in maniera piuttosto fitta e opportunamente spaziati (anche tenendo conto dei venti prevalenti). Le turbine messe a punto dal  Caltech sono alte solo 10 metri e hanno un ingombro non molto più grande di un grosso palo per l’illuminazione pubblica. Ogni generatore produce solo 3-5 kW e ce ne vorrebbero quindi un gran numero per produrre le potenze tipiche di un generatore multimegawatt da 100 metri. Il loro impatto visivo è comunque assai ridotto e anche il rumore è molto più contenuto di quello dei generatori ad asse orizzontale.

È probabile che questa tecnologia non sarà in grado di scalzare l’attuale predominio dei  “giganti del vento”; ma c’è da scommettere che nei prossimi anni ne sentiremo ancora parlare.



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