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IL PUNTO/ L’assalto degli scienziati a quel 95% "oscuro"

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Una nebulosa nello spazio (Foto: Infophoto)  Una nebulosa nello spazio (Foto: Infophoto)

Analizzando un campione di 6,8 milioni di questi raggi - quindi ottenendo il più grande campione statistico mai raccolto di elettroni e positroni (antielettroni) - i fisici hanno contato circa 400.000 positroni, cioè un numero record di antiparticelle. La frazione di positroni nei raggi cosmici primari misurata da AMS-02 - dicono i fisici italiani, che hanno un ruolo primario nella missione - mostra un minimo intorno ai 10 GeV e ad energie superiori a 250 GeV lo spettro sembra appiattirsi. Quel che è più rilevante è che lo spettro della frazione di positroni non presenta nessuna struttura né in funzione dell’energia, né del tempo e non mostra alcuna anisotropia angolare: il che significa che l’antimateria non proviene da una direzione preferenziale dello spazio.
Si tratta ora di capire l'origine di queste particelle e non si esclude che possano essere le tracce proprio della misteriosa e tanto ricercata materia oscura. Esattamente ottant’anni fa l'astronomo Fritz Zwicky aveva introdotto l’idea dell’esistenza di una massa rilevabile dai suoi effetti gravitazionali ma non osservabile, quindi “oscura”. In seguito l’ipotesi della sua presenza nell’universo ha preso sempre più consistenza finché ora i fisici la stanno assediando da più parti: dal tunnel del grande acceleratore LHC, dai freddi occhi di PLANCK e dal potente spettrometro di AMS; altri progetti sono allo studio da parte delle Agenzie Spaziali Europea e Statunitense. L’attacco alla materia oscura è ormai decisamente sferrato. E intanto anche i cacciatori di dark energy affilano le armi.



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