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PLANCK/ Longair (Cambridge): un cammino tortuoso verso la semplicità del cosmo

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Planck Cosmic Microwave Background - da www.esa.int  Planck Cosmic Microwave Background - da www.esa.int

Si è appena concluso a Noorwijk (Olanda) un meeting scientifico dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) per la presentazione e discussione dei risultati cosmologici della missione PLANCK. Tra i partecipanti c’era Malcolm Longair, astrofisico inglese che nei prossimi giorni sarà in Italia, protagonista insieme a Marco Bersanelli dell’incontro “Missione Planck. L’universo come non lo avete mai visto”, organizzato dal Centro Culturale di Milano e dall’associazione Euresis: una serata particolare, dove alle presentazioni scientifiche si alterneranno letture sul tema “Memoria antica. Pensieri e ricordi dal fondo scuro del cielo”, con accompagnamento musicale.

Longair è uno dei più noti astrofisici mondiali: è stato Astronomo Reale di Scozia, direttore del Royal Observatory di Edimburgo e poi del celebre Cavendish Laboratory dell’Università di Cambridge, dove ora dirige il Development Program di astrofisica e dove lo abbiamo raggiunto.

 

Professor Longair, nella sua conferenza a Milano lei parlerà della “strana storia dell’universo”: quali sono le principali stranezze?

Più che di stranezze, vorrei parlare di un cammino “tortuoso”: il motivo è che in effetti il percorso che ha portato alla attuale comprensione della struttura su larga scala e dell’evoluzione dell’universo non è stato lineare. Molte strade sbagliate sono state imboccate per arrivare a delineare il cosiddetto Modello Standard col quale oggi descriviamo l’evoluzione cosmica: ciò è dipeso dalle incertezze nelle osservazioni o da errate interpretazioni dei modelli teorici. Alcuni esempi sono eloquenti.

Nel 1917 Albert Einstein ritenne che l’universo fosse statico, mentre in realtà è in espansione; nello stesso anno introdusse la “costante cosmologica”, che negli anni ’30 fu utilizzata per giustificare l’età dell’universo quale derivava dalla velocità di espansione calcolata in base ai modelli teorici. Nel 1952 però si è capito che il tasso di espansione era stato stimato erroneamente e così la costante cosmologica non fu più necessaria. Altro esempio: all’inizio si pensava che l’universo fosse costituito tutto della ben nota materia ordinaria (detta barionica): in realtà ora sappiamo che la maggior parte della materia soggetta all’azione della gravità è quella che viene denominata materia oscura (Dark Matter).    

 

Qualcuno ricorda ancora la teoria dello Stato Stazionario, che attirò molta attenzione negli anni ’50...

Sì, ma anch’essa si mostrò presto inconsistente di fronte ai dati delle osservazioni, in particolare quelle che hanno rivelato la radiazione cosmica di fondo a microonde (Cosmic Microwave Background, CMB). Tra l’altro il CMB presentava delle increspature che risultavano molto più piccole di quanto previsto dalle teorie che descrivevano un universo fatto di materia ordinaria.



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