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IL CASO/ "Stamina", l'esempio di una medicina che ha dimenticato l'uomo

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- Sappiamo che le aziende registrano molti farmaci con indicazioni ristrette rispetto a quelle possibili per avere un prezzo più alto e per usare poi il farmaco a favore di un più ampio target di pazienti, sfruttando l’utilizzo off label?

- Sappiamo che sono usciti negli ultimi anni dei farmaci, soprattutto di tipo oncologico, che a livello dei trial dimostravano risultati miracolosi e che poi nella realtà hanno dimostrato un’efficacia risibile?

- Siamo d’accordo sul fatto che il materiale biologico (vedi cellule staminali) non può essere considerato al pari del materiale chimico (vedi farmaci classici)?

Ed infine, siamo consapevoli del fatto che quasi tutti i pazienti coinvolti in questa vicenda dopo la diagnosi di una malattia senza cura eziologica (malattie rare) sono stati lasciati soli con la domanda di guarire e di stare meglio?

La vera questione posta dalla “vicenda Stamina” è quella di una medicina che sta diventando sempre più “scientifica” ma che non sa più prendersi cura.

Cura di cosa? Della domanda di salvezza che viene dai malati soprattutto quando sanno di non poter guarire. Sarebbe interessante fare un trial caso-controllo nel quale i casi sono i pazienti accompagnati anche se non sanati ed i controlli sono i pazienti abbandonati proprio perché non sanabili! Quali starebbero meglio secondo voi?



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