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SCOPERTE/ Il supercomputer rivela agli astrochimici come l’idrogeno diventa H2

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Uno dei grafici del lavoro pubblicato dalla rivista scientifica Pnas  Uno dei grafici del lavoro pubblicato dalla rivista scientifica Pnas

Sì. Noi abbiamo potuto utilizzare dei supercomputer messi a disposizione delle università dal Cineca, il centro di supercalcolo dove i nostri dati girano su decine e decine di microprocessori per mesi, con uno sforzo computazionale rilevante: abbiamo utilizzato i sistemi HPC (High Performance Computing), cioè dei computer ad alte prestazioni riservati al calcolo tecnico e scientifico.

 

Come proseguiranno le vostre ricerche in questo campo?
Il lavoro va avanti su due fronti, relativi all’accuratezza e alla scala. Da un lato stiamo cercando di affinare ancor di più il modello, concentrandoci su alcuni dei difetti di cui parlavo, per studiarli più in dettaglio. D’altra parte stiamo anche cercando di mettere a punto un modello più esteso, che possa simulare l’evoluzione del gas di idrogeno nel tempo, considerando regioni sempre più grandi e quindi passando da un modello microscopico ad uno macroscopico, che comprenda volumi delle dimensioni degli anni luce.

 

Sullo sfondo di queste indagini c’è il tema dell’origine della vita …
Uno dei principali motivi di interesse della formazione dell’idrogeno molecolare è che si tratta di un intermedio fondamentale per produrre altre molecole che sono implicate nello sviluppo della vita, come gli aminoacidi e tutte quelle denominate molecole probiotiche, che potrebbero generare, in certe condizioni, il fenomeno vita. Inoltre l’H2 è molto importante per la formazione delle stelle: se non ci sono molecole di idrogeno, quel gas interstellare non si trasformerà mai in stelle.

 

(Mario Gargantini)



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