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UOMO CLONATO/ Sirchia: non è più scienza, ma il peggiore dei mondi possibili

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Dal punto di vista scientifico, occorre distinguere tra l’utilizzo della clonazione per la produzione di animali sul modello della pecora Dolly, e il fatto di creare embrioni con altre tecniche. Il concetto però alla fine è sempre lo stesso: si prendono prodotti che sono potenzialmente capaci di diventare persone, per utilizzarle a scopi sia pur nobilissimi di ricerca. Ciò significa che il valore di una persona è quasi ridotto a zero.

 

Rispetto alle cellule staminali non embrionali, che cosa offrono in più gli embrioni clonati?

Ci sono delle differenze, che pure nel tempo si sono notevolmente ridotte. Le Ips, o cellule staminali totipotenti, assomigliano a quelle embrionali perché sono differenziate e indirizzate in laboratorio, ma non sono comunque identiche. Quindi certamente sono due sorgenti diverse, e potrebbero essere in teoria interessanti. Se per avere quel prodotto devi però arrivare a violare la persona umana, a questo punto c’è un limite a tutto. La scienza non può permettersi di andare oltre certi limiti etici.

 

Come spiegarlo a chi non crede che l’embrione sia un essere umano?

Anche questi scienziati devono quantomeno ammettere che se pure l’embrione non è ancora un essere umano, è destinato a diventarlo. La stessa pecora Dolly era inizialmente un embrione che poi è diventato una pecora adulta. Si tratta quindi comunque di qualcosa che non è più soltanto un materiale genetico, ma un materiale già avviato sul percorso della differenziazione verso l’essere umano, e quindi anche se non è una persona né un essere umano compiuto, si tratta comunque del germe da cui questo si sviluppa. Se si lascia che un embrione cresca indisturbato arriva comunque a diventare un uomo: rispetto a una pecora mi sembra che ci sia una differenza fondamentale.

 

(Pietro Vernizzi)



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