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INNOVAZIONI/ Plastica “invisibile” e smartphone per i test diagnostici del futuro

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Ricoprendo la superficie del materiale plastico con uno strato di pochi nanometri di uno speciale polimero, sviluppato dal gruppo del ICRM-Cnr coordinato da Marcella Chiari. Su di esso vengono deposti e immobilizzati gli anticorpi che riconoscono e catturano le molecole bersaglio. Ogni anticorpo ha una dimensione di una decina di nanometri e questi vengono deposti in modo da formare degli “spot” spessi quanto un singolo anticorpo e larghi circa un decimo di millimetro. Lo spessore totale del materiale deposto sulla superficie della plastica, anche durante l’esecuzione del test, è quindi di poche decine di nanometri e questa è una caratteristica essenziale per il metodo proposto, che non potrebbe funzionare adeguatamente con spessori più elevati.

Perché si è pensato allo smartphone come dispositivo applicativo?

Dopo aver sviluppato e messo a punto un paio di prototipi basati su questo metodo, ci siamo resi conto che i componenti davvero essenziali erano semplicemente una qualunque sorgente di luce, una buona fotocamera e un’elevata capacità di calcolo, richiesta per l’elaborazione delle immagini. Sono caratteristiche che da pochissimi anni si trovano tutte rinchiuse in un'unica tipologia di prodotto, dal costo di mercato relativamente contenuto: gli smartphone, appunto. I dettagli legati all’utilizzo del nostro metodo di rilevazione con uno smartphone sono oggetto di un articolo scientifico attualmente in preparazione.

Oltre al semplice aspetto dimostrativo, l’utilizzo di uno smartphone presenta anche una motivazione più concreta sul piano dello sfruttamento commerciale del metodo. La start-up Proxentia, una spin-off dell’Università di Milano, fondata da alcuni componenti del nostro gruppo, sta sviluppando una nuova generazione di prototipi basati appunto sull’integrazione di uno smartphone con gli altri componenti necessari per il funzionamento del dispositivo finale (componenti ottici e cartuccia di misura). In tal modo si abbattono notevolmente i costi e i tempi di realizzazione di un prototipo perfettamente funzionante, con ottime prestazioni e dai costi decisamente contenuti rispetto ad un dispositivo formato da componenti elettronici realizzati ad hoc, che invece è più adatto per una produzione su larga scala.

Su che tipo di applicazioni vi state concentrando?



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