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INNOVAZIONI/ Plastica “invisibile” e smartphone per i test diagnostici del futuro

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Fabio Giavazzi e Matteo Salina, i primi autori dello studio pubblicato su PNAS, dopo aver sviluppato con noi il metodo, nel nostro laboratorio del LITA di Segrate, si stanno ora dedicando al progetto di commercializzazione di questa invenzione attraverso Proxentia. Come accennato, i potenziali campi di applicazione sono molteplici e, auspicabilmente, l’utilizzo in dispositivi commerciali pensati per un determinato ambito dovrebbe facilitarne il successivo inserimento anche in altri contesti. Come primo campo di applicazione si è quindi pensato alla sicurezza e al controllo di qualità nel settore agro-alimentare, un ambito su cui si concentra un’attenzione crescente e certamente di importanza strategica per l’Italia sul piano internazionale.

Più in particolare?

Proxentia sta avviando lo sviluppo di diverse cartucce, ciascuna in grado di fornire un pannello di test piuttosto completo per un determinato prodotto, come ad esempio vino, latte o farine alimentari. Le analisi da svolgere in parallelo, si riferiscono, a secondo del particolare prodotto, alla presenza di pesticidi, allergeni, tossine o microorganismi patogeni. Poter svolgere più rapidamente, in parallelo e con costi contenuti questo tipo di analisi sui prodotti agro-alimentari nelle diverse fasi del loro percorso verso il consumatore finale, permetterebbe di ridurre ulteriormente i rischi di contaminazioni potenzialmente nocive e di incrementare quindi la qualità complessiva dei prodotti stessi.

 

(Mario Gargantini)




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