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SPAZIO/ Herschel ha chiuso gli occhi (infrarossi) ma ci svela come nascono le stelle

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La nebulosa Rosetta ripresa dall'Osservatorio spaziale Herschel (cc Esa)  La nebulosa Rosetta ripresa dall'Osservatorio spaziale Herschel (cc Esa)

Le osservazioni nel lontano infrarosso permettono di misurare oggetti freddi o lontani; così Hershel ha potuto fare una sorta di censimento dell’universo lontano, cioè di contare le galassie lontane. Uno dei risultati più recenti, che vede implicati molti ricercatori italiani degli osservatori di Padova, Trieste e Roma, è quello che ha combinato le potenzialità del satellite con quelle del telescopio terrestre Keck (Mauna Kea Observatories, Hawaii) per misurare il red shift delle galassie e quindi le distanze. Nelle galassie distanti sono stati rivelati tassi di formazione stellare lungo tutta la storia dell’universo e si è così potuto confermare che galassie di età superiore ai dieci miliardi di anni hanno tassi di formazione stellare equivalente alla nascita di molte migliaia di masse solari per anno; il che, portato ai giorni nostri, darebbe le galassie infrarosse più brillanti tra quelle note. È una scoperta che ci aiuterà a comprendere la formazione degli elementi pesanti, la storia delle galassie e delle strutture cosmiche a grande scala.

 

E per quanto riguarda il cielo più vicino a noi?
Sono stati osservati alcuni asteroidi; in particolare a gennaio 2013 è stato intercettato Apophis nel suo cammino verso la Terra: si sono dovuti rimodulare i piani osservativi della missione ma così è stato possibile puntare il telescopio sull’asteroide e misurarne alcune proprietà fisiche, ricavando informazioni che saranno utili agli astronomi per definire le sue posizioni future: si pensa che nel 2029 Apophis si avvicinerà al nostro pianeta a una distanza di circa 36.000 km, che è quella alla quale orbitano i normali satelliti per telecomunicazioni.

 

La fase operativa della missione è finita ma non il lavoro degli astrofisici: c’è ancora molto da studiare?
Consideri che il 90% dei dati raccolti da Herschel non è ancora stato analizzato: i dati sono stati, come diciamo noi , “ridotti” e sono state create mappe visibili e utilizzabili ma l’analisi scientifica e il confronto con i modelli teorici è ancora in gran parte da fare. Vorrei sottolineare in proposito un fatto significativo: in questa, come in altre missioni nell’infrarosso, i dati raccolti non sono di proprietà di chi ha realizzato gli strumenti ma sono missioni-osservatorio, cioè tutta la comunità astronomica internazionale ha potuto prenotare tempi di osservazione e tutte le proposte selezionate hanno visto i loro programmi portati a termine durante la missione. 



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