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SPAZIO/ Pit-stop a Catania per l'esplorazione del pianeta Venere

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La mappa delle temperature di Venere: confronto con il modello (cc_ESA)  La mappa delle temperature di Venere: confronto con il modello (cc_ESA)
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L’attività di modellistica atmosferica è molto importante. Recentemente abbiano adottato modelli abbastanza simili a quelli utilizzati per studiare l’atmosfera terrestre. La cosa interessante è che Venere è un pianeta in qualche modo estremo, quindi è una sorta di laboratorio utile per fare previsioni su situazioni che anche da noi potrebbero diventare estreme; pensiamo al caso di effetto serra che raggiungesse livelli tali da diventare irreversibili: su Venere è accaduto proprio questo. Quello che troviamo applicando i modelli a Venere diventa in pratica una validazione dei modelli stessi, che saranno poi applicabili alla Terra e agli altri pianeti, compresi quelli extra solari.

 

Qual è la situazione della missione Venus Express?
Venus Express è tuttora operativa e continua a fornirci dati molto preziosi ed è l’unica missione presente sul Pianeta, a differenza ad esempio di Marte che è un po’ più “affollato”. Attualmente l’ESA ha pianificato le operazioni fino alla fine del 2014 ma proprio in questi giorni si sta discutendo un’ulteriore estensione. Dovrebbe proseguire fino a quando il carburante sarà sufficiente a mantenerlo attivo. C’è anche l’ipotesi, finora mai sfruttata dall’ESA, di utilizzare la stessa atmosfera di Venere, proprio per le sue caratteristiche peculiari, come una sorta di “carburante”, mediante una tecnica speciale, detta aero-breaking, per correggere la traiettoria della sonda praticamente senza far uso di carburante; una tecnica applicabile quando il satellite è sufficientemente lontano dalla superficie del pianeta, a circa 100 chilometri di altitudine.

 

Qual è il contributo italiano?
È un contributo notevole. Partecipiamo con Virtis, come ho detto, in gran parte ideato, progettato e realizzato in Italia dal nostro istituto (IAPS-INAF) e dalla Società Selex Galileo per conto dell’ASI; tenga conto che circa la metà dei risultati dell’intera missione derivano dalle osservazioni di Virtis. L’Italia partecipa anche col PFS (Planetary Fourier Spectrometer, dell’IFSI-INAF di Roma) per le scansioni verticali dell’atmosfera e ha contribuito allo strumento ASPERA-4 (Analyzer of Space Plasmas and Energetic Atoms) per lo studio delle interazioni tra vento solare e atmosfera venusiana, gemello di quello in volo su MarsExpress.

(Mario Gargantini)



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