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GEOLOGIA/ Come stanno i nostri mari? Ce lo dice, in tempo reale, l’oceanografia operativa

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Rilievi marini al largo di Trieste  Rilievi marini al largo di Trieste

 

Ma quali sono i risvolti per la comunità scientifica e per la società? L’ecosistema marino è sottoposto a una forte pressione legata all’inquinamento, allo sviluppo turistico delle coste, al cambiamento climatico e allo sfruttamento delle risorse ittiche. Nel Mediterraneo inoltre si sono già registrati fenomeni preoccupanti legati all’entrata di specie invasive, eventi di anossia, fioriture algali tossiche. Il monitoraggio della salute dell’ecosistema marino utilizza oltre alle metodiche tradizionali – quali analisi di laboratorio e campagne oceanografiche – anche dati da satellite e modelli numerici in grado di accoppiare processi fisici e biochimici al fine di produrre un’analisi e una previsione.

Lo GNOO sviluppa le previsioni delle componenti biochimiche del mare, e prodotti sulla qualità delle acque da osservazioni da satellite ma anche per una gestione razionale e sostenibile delle risorse biologiche dell’ecosistema marino, combinando le attività di modellistica idrodinamica ed ecologica con attività di sviluppo di tecnologie per la pesca eco-compatibile. Fornisce supporto alle Guardie Costiere nelle attività di ricerca e recupero di corpi e oggetti dispersi in mare così come nella gestione di emergenze di inquinamento da idrocarburi o altri inquinanti, consentendo la formulazione di ipotesi circa il relativo impatto sull’ecosistema e l’assistenza in caso di emergenza; ma anche previsioni dello stato del mare che ogni giorno vengono rilasciate per i successivi dieci giorni con una risoluzione di circa 6 km su tutto il Mediterraneo e, a più alta risoluzione spaziale, attualmente per il Mare Adriatico, lo Stretto di Sicilia e vari sottobacini del Mediterraneo Occidentale.

Partecipa quindi a progetti nazionali ed internazionali finalizzati alla realizzazione di sistemi di supporto per la gestione quotidiana dell’ambiente marino costiero e per la pianificazione di azioni di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. Le coste sono infatti un ecosistema particolarmente sensibile e vulnerabile sia nelle componenti ambientali che in quelle socio-economiche. Viene studiato principalmente l’impatto del cambiamento del livello del mare, delle sorgenti inquinanti di origine terrestre – sia di tipo fluviale che provenienti da scarichi urbani – e si studiano i regimi sedimentari che producono cambiamenti nella linea di costa.

La strategia perseguita è sempre quella di un sistema integrato che prevede l’utilizzo di dati satellitari e in situ in combinazione con modelli specifici per le aree costiere e per la tematica indagata, ad alta risoluzione, annidati in quelli previsionali a scala di bacino.



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