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GEOLOGIA/ Come stanno i nostri mari? Ce lo dice, in tempo reale, l’oceanografia operativa

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Rilievi marini al largo di Trieste  Rilievi marini al largo di Trieste

All’inizio di giugno si è tenuto, presso l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR a Torregrande – Oristano, il III Convegno del Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa (GNOO ) dal titolo "Oceanografia operativa, tecnologie e applicazioni innovative", coinvolgendo anche ditte private operanti nel settore. Ma cos’è lo GNOO e, soprattutto, cos’è l’oceanografia operativa?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzi tutto renderci conto dell’importanza che, quotidianamente, mari e oceani hanno sulle vite di centinaia di milioni di persone che vivono lungo le coste in tutto il mondo. Il monitoraggio continuo delle sue condizioni è fondamentale per prevenire i possibili danni causati da inquinamento, eventi estremi, eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, fenomeni di eutrofizzazione e di perdita di habitat naturali.

Mari e oceani sono sistemi che evolvono su scale veloci, dai giorni alle ore. È per questo motivo che lo studio del passato non assicura un'esatta conoscenza delle condizioni di mari e oceani. Per pianificare una qualsiasi attività "a mare", sia essa un'operazione di salvataggio o l'accertamento dello stato di salute di un ecosistema, è fondamentale prendere in considerazione, oltre alle informazioni del passato, piuttosto il "tempo del mare", vale a dire la variabilità a breve termine delle correnti, del livello del mare e delle altre variabili come la temperatura.

L'oceanografia operativa, una branca dell'oceanografia che abbina la componente tecnologica - ingegneristica a quella puramente scientifica, è una disciplina che si propone di realizzare un sistema integrato di dati osservativi in tempo reale e di modelli previsionali allo scopo di valutare con accuratezza lo stato dei mari e degli oceani per lo sviluppo sostenibile delle attività e per la protezione dell'ambiente.

Propedeutica all'attività di studio è l’acquisizione di dati osservativi, via satellite e/o in situ, ovvero mediante strumenti in mare e campagne con natanti. I dati osservativi sono successivamente elaborati dai centri di previsione che li combinano con i risultati dei modelli numerici realizzati a calcolatore. I principali prodotti dei centri di previsione sono la ricostruzione dello stato del mare nel passato (analisi) e le previsioni giornaliere per i giorni successivi, così come avviene quotidianamente per le previsioni meteorologiche. Molti sono i prodotti e i servizi offerti dall'oceanografia operativa per applicazioni che vanno dalla prevenzione e il controllo dell'inquinamento, alla pesca sostenibile e alla sicurezza del trasporto: dati di previsione e monitoraggio della circolazione marina, supporto alla scelta delle rotte ottimali per le navi, informazioni sul clima.

Nel Mare Mediterraneo, la comunità di ricerca nel campo dell’oceanografia operativa è iniziata negli anni Novanta al fine di sviluppare un sistema integrato di monitoraggio e previsione delle condizioni marine, dal mare aperto alle zone costiere. Nel 2004 è nato lo GNOO, struttura afferente all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che opera a sostegno e coordinamento delle attività nazionali di monitoraggio e previsioni marine. Lo GNOO contempla al proprio interno nove membri che compongono il collegio deliberante. Oltre all’INGV, fanno parte del collegio le ARPA Emilia-Romagna e Liguria, il Dipartimento Ambiente del CNR, il CoNISMa, l’ENEA, l’Istituto Idrografico della Marina (IIM), l’OGS, l’Ufficio Spazio Aereo e Meteorologia dell’Aeronautica Militare Italiana (USAM) e l’ISPRA. Lo GNOO fa riferimento alla strategia tematica del Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il quale rappresenta il membro finanziatore.



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