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INNOVAZIONE/ Il laser scanner 3D scruta i colori di Michelangelo

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Il laser subacqueo dell'ENEA  Il laser subacqueo dell'ENEA

Si parte da una “nuvola di punti”, dalla quale è possibile estrarre piante, sezioni e alzati di un edificio, di un impianto o di un intero insediamento, ad esempio di un sito archeologico, arrivando a un modello tridimensionale della situazione in esame.

È la nuova frontiera della rilevazione e rappresentazione grafica, resa possibile dalla tecnologia della scansione laser 3D che consente di pensare in un modo nuovo alle attività di registrazione, analisi e archiviazione dei dati in campo archeologico, dei beni culturali ma anche in una serie crescente di ambiti industriali e di ricerca.

Ed è un’innovazione tutta italiana quella che ha recentemente avuto un importante riconoscimento a livello europeo: il Premio DigiBIC Award per le tecnologie digitali, per la categoria “Istituti di Ricerca”, è stato infatti assegnato quest’anno all’Enea proprio per la tecnologia Laser Scanner 3D a colori per utilizzo in esterno e per il Laser Scanner 3D subacqueo.

A Massimiliano Guarneri, in rappresentanza del gruppo di lavoro dell’Unità Tecnica Sviluppo di Applicazioni delle Radiazioni che ha sviluppato le due tecnologie premiate, è toccato il gradito compito di ritirare il premio a Derry, in Irlanda, nel corso del congresso annuale dell’EBN (European Business & Innovation Centre Network), la rete che raccoglie i principali promotori territoriali dell'innovazione in Europa.

“Il Premio – ha detto Guarneri a ilsussidiario.net con una comprensibile soddisfazione - ha lo scopo di favorire l’utilizzo delle tecnologie per le ricostruzioni tridimensionali da parte delle imprese che operano in ambiti creativi, quali beni artistici e culturali, riproduzioni musicali, grafica ecc. I nostri laser 3 D sono prototipi completamente sviluppati all’interno dell’Enea e si basano entrambi su una tecnologia brevettata da noi che impiega tre sorgenti laser modulate in ampiezza con lunghezze d’onda sul rosso, verde e blu; questa particolarità, non è riscontrabile in altri strumenti affini”.

I laser scanner attualmente in commercio utilizzano il fascio laser per misurare le distanze e il colore viene poi acquisito con un’eventuale fotocamera montata sul sistema; ciò pone grossi vincoli, anzitutto di focalizzazione e polarizzazione; ma soprattutto non consente di vedere i colori quando non ci sono adeguate condizioni di luce.

“Invece noi possiamo infrangere la regola “niente luce niente colore”, il che ci consente di essere liberi dalle particolari condizioni ambientali: possiamo ad esempio, come è capitato, riprendere un dipinto per un tempo prolungato mentre cambiano le condizioni di illuminazione del luogo dove è conservato, ad esempio una chiesa con la luce dalle finestre che cambia nelle ore del giorno … noi non risentiamo di questo cambiamento e possiamo fare colorimetria differenziale cioè possiamo fare il monitoraggio di un opera non solo sulla sua struttura ma anche sui colori della sua superficie, acquisendo informazioni utili dal punto di vista diagnostico, quindi dello stato di conservazione o di degrado dell’oggetto stesso; oppure di riprendere strutture colorate anche sott’acqua”.



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