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SAGGIO BREVE MATURITA' 2013/ Esami di Stato, La ricerca scommette sul cervello (prima prova traccia di ambito tecnico-scientifico)

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I collegamenti all'interno del tronco encefalico (cortesia di J. Lichtman e Center for brain science)  I collegamenti all'interno del tronco encefalico (cortesia di J. Lichtman e Center for brain science)

TEMA SVOLTO MATURITA' 2013, PRIMA PROVA ESAMI DI STATO TRACCIA TIPOLOGIA B: SAGGIO BREVE DI AMBITO TECNICO SCIENTIFICO "LA RICERCA SCOMMETTE SUL CERVELLO" -  La ricerca sulle neuroscienze sta vivendo una fase di crescita impressionante. Dagli anni 90 del secolo scorso, definiti come “il decennio del cervello”, si sono moltiplicate le scoperte, le pubblicazioni, le iniziative; sono stati allestiti nuovi centri e laboratori; sono nate numerose sotto-discipline a carattere neurobiologico; e anche il mondo industriale si sta interessando ai possibili sviluppi applicativi. Un vero boom, che ormai ha varcato i confini degli addetti ai lavori per entrare nelle cronache e inserirsi, più o meno correttamente, nell’immaginario collettivo.

Un fattore determinante per l’accelerazione delle ricerche e per l’abbondanza di risultati sono state le nuove tecniche di indagine rese disponibili dalla convergenza delle conoscenze biomediche e delle tecnologie elettroniche e informatiche. Sono le tecniche che consentono lo studio del cervello “in diretta”: oggi l’oggetto “cervello” e tutto il sistema nervoso non viene studiato solo nella sua morfologia e nella sua struttura indipendentemente dalla vita del soggetto umano cui appartiene; oggi si entra all’interno dei processi cerebrali, che possono essere esaminati non più solo indirettamente, sulla base dei comportamenti, dei riflessi agli stimoli, dei test psicofisici. Con le tecniche del brain imaging, con le neuro immagini e le macchine citate nel testo di Edoardo Boncinelli, si può vedere il cervello all’opera, si può - come dice lo stesso Boncinelli – “guardare dentro la testa di un essere umano vivo e vegeto, mentre esegue un compito”.

Si è iniziato così a conoscere meglio la complessa organizzazione del sistema nervoso, centrale e periferico: fatto di connessioni, di nodi e di linee dove passano segnali biochimici ed elettrici; dove prevalgono le configurazioni reticolari e dove le reti si affacciano su altre reti e continuano a crescere, a modificarsi, a specializzarsi. Per i neuro scienziati è stato come entrare in un continente sconosciuto che non ha l’aspetto di una calma e uniforme pianura bensì quello di una intricata e movimentata foresta; o, se vogliamo, di un labirinto ma di quelli un po’ speciali, dove ogni possibile uscita si apre su un ulteriore labirinto. Ne risulta una mappa più che complessa, che si è appena iniziato a tratteggiare ma dove già si intravvedono le aree da zoomare e le possibili piste di approfondimento. 

Una cosa è subito chiara: l’esplorazione di questo continente non può essere opera di pochi studiosi solitari, pur geniali e coraggiosi. Vanno messe in campo organizzazioni più articolate e di grandi dimensioni, che possano contare – come suggerisce l’analisi di De Sio - sul supporto sia delle istituzioni statali che dell’iniziativa privata. Se fino a qualche tempo fa la cosiddetta “Big Science” era tipica della fisica, a partire dal Progetto Manhattan su su fino al Cern e ai Telescopi spaziali, ora anche le scienze della vita si aprono a queste prospettive gigantesche. Lo hanno già sperimentato col Progetto Genoma Umano e con la cascata di progetti in fase di definizione alla nuove frontiere della genetica, caratterizzata dall’emergere dell’epigenetica, della proteomica e della System Biology. Ma si stanno avviando colossali progetti anche nel campo neuroscientifico: come la “Grande Sfida” dell’iniziativa “Brain” per la quale il Presidente statunitense Obama ha messo a disposizione un primo stanziamento di 100 milioni di dollari; o lo “Human Brain Project” europeo, al quale parteciperanno 87 istituti di ricerca, di cui 5 italiani. 

Perché parlare di sfide e di scommesse di fronte a queste iniziative?



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