BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPAZIO/ Buchi neri e galassie si parlano con… la polvere

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Panoramica della regione attorno alla galassia NGC3783 (credit: ESO/Digitized Sky Survey 2. Acknowledgement: Davide De Martin  Panoramica della regione attorno alla galassia NGC3783 (credit: ESO/Digitized Sky Survey 2. Acknowledgement: Davide De Martin

La galassie sono i componenti, i “mattoni”, che compongono l’Universo su larga scala. Sebbene elementari dal punto di vista cosmologico, ciascuna galassia è un sistema estremamente complesso formato da stelle (circa 100 miliardi in ognuna), materia oscura e polveri. In una serena notte d’estate lontano dalle città, la nostra Galassia ci appare appunto come una distesa luminosa, qua e là oscurata da polvere interstellare.

Vi è tipicamente un “personaggio scomodo” che partecipa all’evoluzione di ciascuna galassia. Le galassie (più precisamente: tutte le galassie in cui è stato cercato), ospitano un buco nero supermassiccio al loro centro. I buchi neri sono formalmente soluzioni della teoria della relatività generale di Einstein: regioni dello spazio-tempo disconnesse dal resto dell’Universo; percorsi “a senso unico”, in cui le informazioni possono solamente entrare e non uscire.

Prove sperimentali sull’esistenza di buchi neri supermassicci provengono generalmente da una classe di fenomeni astrofisici noti come AGN (Active Galactic Nuclei): forti emissioni, prevalentemente in banda X, provenienti dalle zone centrali della galassia. In generale, se un oggetto è osservato variare coerentemente la propria luminosità, esso deve essere piccolo a sufficienza perché le sue parti possano comunicare fra loro per mettersi d’accordo ed emettere la luminosità osservata. La misura dei tempi di variazione permette dunque di porre limiti alla dimensione degli oggetti osservati. Solo singoli oggetti supermassicci (tra un milione e un miliardo di masse solari) possono spiegare la forte luminosità misurata negli AGN.

Sebbene il buco nero ospitato in una galassia sia molto massivo, la sua massa rimane migliaia di volte inferiore rispetto alla massa della galassia stessa: a prima vista, l’influenza del buco nero sull’ambiente galattico può sembrare trascurabile. Tuttavia, numerose prove osservative raccolte dalla fine degli anni ‘90, hanno mostrato che le galassie co-evolvono con il proprio buco nero. C’è notevole interazione, non completamente compresa, fra l’ambiente galattico nel suo complesso e questo “ospite indesiderato” supermassiccio: galassie più massive e con stelle in moto caotico tendono ad esibire un buco nero di massa maggiore.



  PAG. SUCC. >