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NEUROSCIENZE/ Microscopici "arpioni" di nanocarbonio intercettano le chat tra neuroni

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I ricercatori hanno usato una “tecnica intelligente” per costruire il loro dispositivo, ha detto a Technology Review Takashi Kozai, un neuroingegnere che non era coinvolto nello studio ma che pure sta sviluppando elettrodi microscopici per la registrazione dell’attività dei neuroni presso l’Università di Pittsburgh. Partendo dalla punta di un filo di tungsteno, hanno costruito una lunga sonda aghiforme fatta di nanotubi di carbonio aggrovigliati; poi hanno ricoperto la sonda con un materiale isolante e hanno utilizzato un fascio focalizzato di ioni per bombardare la punta, eliminando l'isolamento da quella zona e smussandola a un certo punto. Con questa tecnica è possibile fare sonde lunghe quanto si vuole e rendere i dispositivi ancora più sottili, arrivando ai 100 nanometri invece dei micron.

Oltre alle fette di cervello sezionato, il team ha testato il nuovo elettrodo sottile su topi anestetizzati, anche se non si sono potute ottenere registrazioni dall'interno delle cellule cerebrali di questi animali. Tuttavia, sempre secondo Kozai, «se le future versioni della punta di nanotubi saranno ancora più acuminate, potranno essere in grado di perforare meglio le cellule in cervelli morbidi e spugnosi. Se si riuscirà e se il dispositivo resterà stabile nel tempo nei cervelli viventi, ciò aiuterà i ricercatori a esplorare come il cervello impara e ricorda». 

Se potranno registrare segnali stabilmente nella stessa cella longitudinale, queste sonde si potranno applicare per mappare come i neuroni cambiano durante il processo di memorizzazione e apprendimento. Che è uno degli obiettivi dell'iniziativa BRAIN.

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