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BIOSCIENZE/ Dai ruminanti arrivano i rinforzi per il fortino immunitario assediato

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Era ciò che si pensava fino a quando Vaughn Smider, del The Scripps Research Institute (TSRI), e Waithaka Mwangi, del Texas A&M College of Veterinary Medicine and Biomedical Sciences (CVM), non hanno trovato proteine simili alle nostre - con regioni CDR – che nelle mucche si presentavano con una conformazione anomala: avevano braccia più lunghe e un alto tasso di mutazioni che permetteva alla proteina, grazie a modificazioni puntiformi, di rendersi all'avanguardia nella difesa dell'organismo; in grado, addirittura, di riconoscere e bloccare diversi ceppi di virus dell'HIV. Questa potrebbe presentarsi come una delle maggiori scoperte nell'ambito medico: siamo veramente riusciti a trova qualcuno, una mucca, in grado di sconfiggere uno dei peggiori flagelli della nostra epoca? L'indagine di laboratorio è iniziata raccogliendo tutte le forze necessarie per studiare meglio questa regione sconosciuta nell'uomo ma comunissima nei bovini. Le proteine vengono sintetizzate dalle cellule B in grande quantità ed è stata osservata una certa somiglianza tra queste nuove CDR e i veleni di alcuni insetti. Tutto molto affascinante ma resta una domanda secondo Smider: come ha fatto il sistema immunitario delle mucche a sviluppare la capacità di produrre queste strane proteine? La risposta potrebbe derivare dal sistema digerente: nei quattro stomaci in cui l'erba deve passare per poter essere digerita vi è una concentrazioni molto elevata di batteri e altri microorganismi, che potrebbero fuoriuscire nel torrente circolatorio e invadere tutto l'organismo. Come sistema di prevenzione è plausibile immaginare che le mucche abbiano iniziato a produrre queste strane proteine. La speranza di poterle usare per la cura di patologie umane prende ogni giorno vigore senza rinunciare ad una certa cautela: è fondamentale mantenere lucidità anche davanti a scoperte di questo tipo per evitare di tralasciare anche il più piccolo dettaglio e causare, quindi, disastri ben peggiori ai quali non siamo assolutamente prepararti. Conviene rimanere davanti a questa notizia con il desiderio di una possibile cura ma con uno sguardo indagatore su ciò che non si conosce.



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