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BIOSCIENZE/ Dai ruminanti arrivano i rinforzi per il fortino immunitario assediato

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Come nei migliori film di guerra le strategie sono pronte da tempo: si conosce la postazione di ogni cannone, le trappole sono tutte pronte e ben nascoste, lo studio del nemico non lascia spazio all'errore, appena arriverà sapremo affrontarlo e sconfiggerlo. Una titanica battaglia coinvolge il nostro sistema immunitario contro gli invasori: non è difficile immaginare il nostro eroe preferito mentre passeggia, sicuro e fiero, scruta il campo di battaglia e aspetta il momento buono per rispondere all'attacco, con la sua tattica preparata, infallibile secondo i calcoli.

Purtroppo la vittoria non sempre arriva, a volte siamo noi a perdere, conquistati, annientati, battuti: i calcoli e la strategia di una macchina da guerra perfetta messi sotto sopra da un "piccolo Davide" che sorprende il nostro portentoso Golia con una mossa inaspettata. Sconfitti dal mondo microscopico: batteri, virus che, nella loro semplicità elementare, sono in grado di adattarsi alle condizioni più estreme mutando di continuo il loro aspetto. Come in un tragico ballo in maschera si confondono tra la folla delle cellule dell'organismo, come dei codardi si insinuano senza mai svelare la propria identità ma cambiando ad un ritmo insostenibile il loro aspetto esteriore e il loro patrimonio genetico grazie al l'acquisizione di geni, plasmidi, brandelli di DNA della loro precedente vittima.

L'unica soluzione è avere mezzi più efficienti, un sistema immunitario con risorse per ogni tipo di infezione. Un'ipotesi irrealizzabile. Se, però, si cambiasse la tattica? Se al posto di combattere in modo onesto ed eroico, con lo stendardo sventolante, si prendesse esempio dallo scaltro Ulisse?

Le proteine responsabili della nostra difesa, comuni a tutti i mammiferi, sono caratterizzate da una regione chiamata CDR (Complementarity Determing Regions): lunghe braccia proteiche che riconoscono il nemico e lo ingabbiano permettendone l'eliminazione. Strumenti estremamente efficaci ma con una capacità di innovazione ridotta rispetto al nemico.



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