BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NO OGM?/ Come ti smonto il pregiudizio antiscientifico che ci lascia solo rischi

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

- varietà commerciali (ibridi) possono già incrociarsi con varietà tradizionali, vale a dire con varietà locali conservate dagli agricoltori che, come tali, rappresentano una componente cruciale delle risorse genetiche agrarie per il mais. E’ pertanto opportuno studiare sistemi utili alla coesistenza tra agricoltura tradizionale, biologica e biotecnologica, come ad esempio quelli da tempo attuati con successo in Spagna;
- dovrebbe essere chiaro a tutti che, tranne le poche risorse genetiche agrarie presenti in Italia le quali, come sopra indicato, vanno giustamente ed attentamente conservate, la stragrande maggioranza del mais coltivato nel nostro Paese ha ben poco di “tradizionale” essendo costituito da ibridi prodotti da multinazionali del settore sementiero.
Società scientifiche e prestigiose accademie italiane si sono da tempo interessate ai problemi connessi con l’uso di OGM riportando i risultati delle loro analisi in specifiche pubblicazioni; spiace dover rilevare che questi risultati sembrano essere sconosciuti o comunque non essere considerati dalla politica italiana.In generale, la coesistenza è un problema politico-economico e non scientifico e come tale andrebbe gestito ai fini delle decisioni politiche, senza tentare di utilizzare argomentazioni su presunte basi scientifiche difficilmente difendibili.
A livello di produzione agricola la presenza casuale di materiali GM in prodotti convenzionali e biologici dipende fortemente dalla biologia della specie, dai sistemi di coltivazione, dalle pratiche agronomiche, dall’agroecosistema, dalla struttura (in particolare dalla frammentazione) della proprietà fondiaria, dal livello di adozione delle varietà GM. Per questo non possono essere indicate raccomandazioni valide per tutti i Paesi ma il problema va studiato a livello nazionale e regionale, cosa impossibile da attuarsi senza una adeguata sperimentazione su campo che ormai viene di fatto vietata in Italia da oltre un decennio e che la mozione del Senato e la posizione espressa dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sembrerebbero continuare ad escludere.E’ interessante notare in proposito che negli anni passati un gruppo di esperti, riuniti a lungo presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha prodotto oltre 20 “protocolli di specie geneticamente modificate” per la coltivazione in sicurezza, presso campi sperimentali organizzati ad hoc, di piante agrarie geneticamente ingegnerizzate al fine di dare risposte specifiche circa la coltivazione di tali piante nelle condizioni pedoclimatiche italiane.  



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
26/06/2013 - Il male minore. (claudia mazzola)

Non moriremo certo per gli OGM.