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NO OGM?/ Come ti smonto il pregiudizio antiscientifico che ci lascia solo rischi

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Del gruppo facevano parte docenti universitari, ricercatori del Consiglio per le Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), rappresentanti delle Regioni, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero della Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Non mi è chiaro che fine abbiano fatto detti protocolli tecnici dopo varie riunioni presso la Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome e perché non siano stati resi operativi dagli organi competenti. Mi chiedo se non sarebbe stato opportuno che, per tempo, il nostro Paese avesse fatto affrontare ai propri ricercatori queste problematiche, invece di appoggiarsi unicamente su quanto sviluppato da altri utilizzando poi, quando reputato opportuno, solamente una parte delle risultanze estere. In questo modo di procedere vedo una “sudditanza” scientifica non accettabile, dato il valore riconosciuto a livello internazionale degli studiosi italiani che operano presso qualificati enti di ricerca (Università, CNR, CRA, ENEA, INRAN). Questo comportamento ha, tra l’altro, prodotto un grave danno ai numerosi laureati in Biotecnologie degli Atenei italiani costretti a trasferirsi in Paesi comunitari e terzi ove la ricerca in questo campo non è così evidentemente penalizzata e, più in generale, alla ricerca italiana nel settore agrario che viene ad essere depauperata di alcune delle migliori giovani menti.Il perdurare ormai da oltre un decennio di una politica del Paese di fatto pregiudizialmente ostile alla ricerca sugli OGM di origine vegetale non fa che aumentare continuamente il divario di conoscenze tra il nostro Paese e quelli in cui questo tipo di ricerche sono possibili, con riflessi che potrebbero rivelarsi negativi per la nostra agricoltura.Concludo continuando a sperare che venga presto dato seguito ai propositi, più volte espressi da personalità di tutte le inclinazioni politiche ma mai attuati in questi anni, di fare sì che anche in Italia si possa sviluppare una ricerca capace di dare risposte, valide per il nostro Paese, alle legittime richieste provenienti dall'opinione pubblica e dal mondo produttivo.



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COMMENTI
26/06/2013 - Il male minore. (claudia mazzola)

Non moriremo certo per gli OGM.