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SLA/ Vescovi: dai primi risultati alla sconfitta della malattia, ecco come ci arriveremo

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Sì, è un grande passo avanti, perché è una strada che non si sapeva nemmeno se fosse praticabile. Ci tengo a ribadire, però, che il compito della sperimentazione in fase uno è quello di dimostrare che la procedura è effettuabile in maniera sicura e mi creda in pazienti come questi non è una cosa da poco: è un po’ come dimostrare che fare il trapianto di cuore non uccide i pazienti, i primi cinque a Parma morirono…

 

Ora come andrà avanti la sperimentazione?

Lo studio di fase uno prevede tre gruppi: il primo gruppo è stato completato, ora dobbiamo iniziare con il secondo gruppo, dovevamo cominciare il 3 agosto poi il paziente che avevamo reclutato si è ammalato e quindi fare il primo paziente del secondo gruppo con trapianto cervicale, ancora più complesso, la prima o seconda settimana di settembre e da lì speriamo di riuscire ogni tre settimane a operare i sei pazienti del secondo gruppo. Poi riproporremo all’Aifa i nostri risultati (che speriamo essere positivi) e ottenuta l’autorizzazione per procedere con il terzo gruppo che chiuderà la fase uno che prevede il trapianto nella stessa zona ma su pazienti appena diagnosticati, potremmo trovarci di fronte a qualche effetto positivo. Ecco lì dovrebbe essere più facile vederlo.

 

Che tempi ci sono per la conclusione dei test?

Attualmente procediamo con un trapianto al mese non per un problema di carattere tecnico, ma economico, stiamo finendo le risorse e la sperimentazione potrebbe subire un rallentamento. Credo, comunque, che alla fine della primavera 2014 la prima fase si concluda e che potremmo, quindi valutare gli effetti neurologici. Tra un anno potremmo essere in grado di chiedere di poter iniziare una fase due. Sarebbe un bel risultato.

 

Neurothon ha cambiato nome in Revert, perché?

Perché intendiamo lanciare una massiccia campagna per allargare la sperimentazione a un numero significativo di pazienti e ad altre malattie. Stiamo già scrivendo il testo per la sperimentazione sulla Sclerosi multipla e sulle malattie genetiche pediatriche. È stato dimostrato che è possibile farlo nel totale rispetto delle regole normative e anche quelle di etiche e morali. Io penso che con una campagna di raccolta fondi articolata sulla prova di un fatto e non più di una teoria dovremmo essere in grado tra un anno di valutare gli effetti neurologici.

 

Quando questa terapia sperimentale diventerà una terapia consolidata? Quando potrà essere “curato” il paziente per rallentare la patologia?

Secondo me se ci saranno degli effetti significativi li potremmo vedere nel terzo gruppo, ovvero quello dei pazienti appena diagnosticati. La fase due, in genere, in queste situazioni, siccome si tratta di una malattia essenzialmente orfana, viene già utilizzata come fase terapeutica vera.

 

Cioè?

La fase due che andrà a validare la terapia su un largo numero di soggetti potrebbe divenire già pura. Ci potrebbe, dunque, già essere un passaggio tra test e cura, però dovremmo avere dei dati più certi. Ad esempio se dei pazienti arruolati dopo un anno nessuno ha avuto un peggioramento della malattia, la statistica salta e lei procede utilizzandola come cura.

 

Perché finora le terapie sono risultate inefficaci?



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COMMENTI
26/06/2013 - commento (francesco taddei)

vescovi nobel in medicina e terni capitale nazionale della ricerca medica!