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IL PUNTO/ Ostriche galleggianti per catturare l’energia delle onde marine

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Si crea così un dislivello rispetto al livello medio marino, che viene sfruttato tramite piccole turbine idrauliche, accoppiate a generatori elettrici. Alla terza categoria appartengono sistemi che sfruttano il movimento oscillante imposto dalle onde a galleggianti articolati fra di loro. Il Pelamis della società E.On è per esempio costituito da una specie di serpentone di grossi cilindri, il primo dei quali ancorato al fondo, che le onde fanno muovere fra di loro, azionando in tal modo dei pistoni idraulici che accumulano energia di pressione, poi trasformata in energia elettrica mediante una turbina.

Lo Oyster (ostrica), sviluppato dalla società Aquamarine Power è invece costituito da una paratia semi galleggiante, incernierata ad una struttura fissa che viene ancorata su fondali di 10-15 metri, quindi in genere non molto lontano da riva. Il moto alternato imposto dalle onde alla paratia (che ricorda un po’ quella del progetto MOSE della Laguna di Venezia) si trasforma, tramite un pistone idraulico, in energia di pressione che viene poi trasformata in energia elettrica tramite una turbina. Una peculiarità di questo sistema è il fatto che l’acqua marina in pressione (nessun fluido idraulico potenzialmente inquinante viene utilizzato) prodotta dai pistoni di una serie di questi dispositivi, viene convogliata verso terra tramite una rete di tubi e perviene a un’unica centralina dove si trova la turbina di conversione e tutto l’equipaggiamento elettrico.

Questa soluzione è stata scelta in modo da spostare sulla terraferma gran parte dei problemi manutentivi, in particolare quelli del sistema elettrico, che ovviamente ci si può aspettare funzioni meglio in un ambiente asciutto. Le lunghe prove positive dei prototipi di Oyster, effettuate nelle isole scozzesi Orkney, sembrano aver dato ragione alle scelte di base dei progettisti, e le macchine definitive, Oyster 800 (potenza unitaria 800 kW, per una lunghezza di circa 26 metri), sono ora pronte per applicazioni in varie parti del mondo. La struttura modulare del sistema consentirà di realizzare facilmente installazioni di potenze significative, adatte sia all’utilizzo in località isolate (per esempio isole, in tipico abbinamento a sistemi di dissalazione dell’acqua marina), sia all’allacciamento alla rete elettrica nazionale.



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