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BIODIVERSITÀ/ Salvate il soldato "Silverfish", piccolo grande pesce dell’Antartide

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Esemplari di Antarctic Silverfish  Esemplari di Antarctic Silverfish

I pesci che popolano l’Oceano Antartico sono organismi eccezionali, risultato di una lunga storia evolutiva che ne ha modificato profondamente le caratteristiche biologiche ed ecologiche per permettere la loro sopravvivenza in un ambiente estremo, dove la bassa temperatura dell’acqua (-1,9 °C) mantiene la superficie marina congelata per gran parte dell’anno, e dove il ghiaccio si forma anche sul fondo del mare (“anchor ice”).

Per far fronte al pericolo di congelamento questi pesci hanno imparato a produrre un antigelo biologico capace di “bloccare” la crescita dei cristalli di ghiaccio che possono raggiungere l’interno del corpo attraverso le branchie o con il cibo. Alcune specie (icefish o pesci a sangue bianco) non hanno emoglobina né globuli rossi. L’ossigeno, molto abbondante nell’ambiente a causa delle basse temperature, si diffonde in quantità sufficiente nel sangue attraverso le branchie. Grazie a queste stupefacenti soluzioni biologiche i pesci dell’Antartide sono attualmente molto abbondanti e giocano un ruolo ecologico centrale negli ecosistemi locali in cui, tra l’altro, sono il cibo prevalente per pinguini, foche e cetacei.

Sebbene il ghiaccio sia in generale elemento caratterizzante dell’ambiente e quindi critico nella vita dei pesci antartici, una recente scoperta nell’ambito del PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), sottolinea ancora di più la stretta relazione tra il ghiaccio marino e la vita dei pesci antartici. Ricercatori del PNRA, in collaborazione con colleghi americani e neozelandesi, hanno infatti individuato, in vicinanza della Stazione Antartica Italiana “Mario Zucchelli”, nel Mare di Ross, una zona di riproduzione dell’Antarctic silverfish (Pleuragramma antarcticum). Questo piccolo pesce pelagico di colore argenteo, usa la faccia sommersa del pack per lo sviluppo delle sue uova. Da minuscole uova, frammiste a cristalli di ghiaccio (il cosiddetto “platelet ice”), ogni anno, alla fine del lungo inverno antartico, sgusciano milioni e milioni di piccole larve, subito attive e pronte ad iniziare la loro grande avventura.

Oltre che di grande rilevanza scientifica, la scoperta ha rilevanza gestionale, se si considera la enorme abbondanza dei banchi di silverfish nell’ambiente costiero antartico e il ruolo di questa specie come fonte di cibo per pinguini, foche, cetacei e altri predatori di apice. Infatti, proprio il silverfish, ancor più di altri organismi antartici, sembra dipendere, per l’avvio del suo ciclo vitale, dal ghiaccio: come si può facilmente intuire, i cambiamenti che già si registrano nella dinamica dei ghiacci antartici potrebbero avere importanti effetti su questa specie, e ripercussioni sull’intero ecosistema.



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