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GEOFISICA/ Il quartetto radar italiano vigila sul vulcano superattivo

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Le informazioni ottenute con i dati inviati da COSMO-SkyMed si sono rivelate straordinariamente efficienti nel monitorare i movimenti della superficie del vulcano e potranno dare un notevole contributo per approfondire le dinamiche interne dei vulcani e studiarne le sorgenti. Senza informazioni come queste, dicono i geofisici, gli studi sull’accumulo di magma nel vulcano, sui processi di trasporto e di eruzione e anche sui processi di terremoti sarebbero più difficoltosi o poco produttivi.

Ora, a un anno dal suo ingresso nel progetto Geohazard Supersites, il sistema satellitare dell’ASI ha ottenuto un ulteriore riconoscimento con la conferma, da parte dei responsabili della USGS (United States Geological Survey) della rilevanza scientifica dei dati raccolti. Ed è arrivata anche la richiesta di rendere disponibile l’archivio storico relativo al supersito hawaiiano, per consentire l’analisi dei dati acquisiti prima del 2012 quando, tra l’altro, è stata monitorata nel marzo 2011 la più significativa eruzione del Kilauea avvenuta dopo il 1983, anno dal quale il vulcano è attivo ininterrottamente.

«Utilizzando questo prezioso set di dati – dicono all’ASI - la comunità scientifica internazionale potrà lavorare su una serie temporale di deformazione del suolo di diversi anni, che permetterà analisi più dettagliate dei fenomeni vulcanologici e delle interazioni tra il magma e la tettonica sui vulcani».

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