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BIODIVERSITÀ/ Tutte le specie finiscono nella rete (di monitoraggio)

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“Biodiversità” è un termine di uso comune e di frequente utilizzo nell’opinione pubblica. Eppure pochi sarebbero in grado di definire con correttezza questo vocabolo, frutto più che di una traduzione di una vera e propria copia del termine inglese “biodiversity”.

Gli organismi viventi sono “diversi” fra di loro e questo è di banale comprensione: basta un semplice esercizio ovvero soffermarsi a pensare alle diverse specie animali o vegetali che ci vengono in mente, così in modo casuale, basandosi esclusivamente sulle esperienze personali per accorgersi che una lista del genere è piuttosto lunga (anche per coloro meno dotati di un’indole “naturalistica”). Questo esercizio permette però di evidenziare uno degli aspetti della biodiversità: la quantificazione del numero di specie viventi. Quante sono realmente le specie nel nostro pianeta? Poco meno di 2.000.000 quelle sinora catalogate, un numero destinato a mutare di continuo e impossibile da calcolare con precisione. Un recente studio stima a 8.700.000 il numero di specie effettivamente presente sulla Terra, con una imprecisione pari a 1.300.000 specie!

Quello che è certo è che ogni anno delle specie si estinguono, determinando un accorciamento della lista. L’estinzione provoca la diminuzione della biodiversità, la scomparsa definitiva di una linea evolutiva, di un progetto biologico unico e irripetibile cominciato moltissimo tempo prima. Ogni anno nuove specie vengono catalogate, provocando un allungamento della lista di nuove unità che fino a quel momento non erano state descritte in modo rigoroso, che non avevano un nome e che quindi, di fatto, erano sconosciute. Ad operare questo lavoro di descrizione e di catalogazione dei viventi ci sono schiere, sempre più ridotte, di ricercatori denominati “tassonomi” che dai loro laboratori, musei, università, in modo minuzioso e paziente si prendono la briga di migliorare la conoscenza del mondo in cui tutti noi viviamo.

Parlare di biodiversità non è semplicemente elencare un numero di specie, un esercizio di censimento. Studiare la biodiversità significa analizzare i processi che hanno portato, nel corso del tempo, all’attuale numero di specie e che ne hanno determinato le caratteristiche biologiche. Si tratta di processi complessi che avvengono a scale molto diverse.



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