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FISICA/ “Spremere” la luce per creare Q-bit più stabili

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In pratica, ha realizzato una macchina quantistica in grado di riprodurre il comportamento di un atomo con due livelli energetici. Utilizzando questo dispositivo Murch e colleghi hanno effettivamente potuto verificare che per effetto dell’accoppiamento con la luce spremuta, il tasso di decadimento radiativo dell’atomo artificiale si riduce della metà. Tutto ciò ha un’importante conseguenza: l’aumento del tempo di coerenza dell’atomo, ovvero l’aumento dell’intervallo di tempo durante il quale l’atomo rimane in un determinato stato energetico. Si tratta di un risultato estremamente significativo in quanto indica una possibile strada per realizzare “q-bit” (i mattoni elementari per il funzionamento del computer quantistico) più affidabili per il calcolo quantistico dal momento che è proprio l’instabilità dello stato del sistema uno dei limiti fondamentali per la codifica di informazioni in questo tipo di sistemi fisici.



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