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SCOPERTE/ Al Sistema Solare è spuntata la coda

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Una cometa (Foto: Infophoto)  Una cometa (Foto: Infophoto)
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Questa tecnica particolare è stata messa a punto proprio dal gruppo che guida la missione IBEX e ha dato grosse soddisfazioni al gruppo di ricerca: «fin dall’inizio nel 2008, la missione IBEX ci ha esaltati con le sue scoperte sul limite con il mezzo interstellare, inclusa la sconosciuta striscia di particelle neutre che si allunga attraversandolo e arrivando fino a noi», conferma Arik Posner, scienziato del team.

La sorpresa è emersa piano piano ricostruendo l’immagine complessiva dei confini dell’eliosfera: si è infatti potuto scoprire come il vento solare generi una lunga coda che si disperde nel mezzo interstellare, come accade a un meteorite che entri in un’atmosfera planetaria. È proprio così: il nostro sistema solare apparirebbe a un ipotetico abitante di qualche stella lontana come una specie di cometa, con la sua coda che si estende nel mezzo interstellare, per effetto del movimento del sistema stesso intorno al nucleo galattico.

Le sorprese non finiscono: questa scia, infatti, non è identica in tutte le direzioni, ma è più densa ai poli nord e sud dell’eliosfera e lungo il piano equatoriale. Questo perché il vento solare si addensa in queste regioni dello spazio per effetti dovuti alla rotazione del Sole su di sé. La scia ha dunque una forma a quadrifoglio. Questa forma non è perfettamente allineata al sistema solare ma è leggermente ruotata, indicando come le particelle cariche, quando si allontanano dal Sole e dalla sua influenza magnetica, inizino a essere delicatamente orientate in una nuova direzione, allineandosi con i campi magnetici della galassia.

Quanto è lunga la coda del sistema solare-cometa? Gli scienziati non lo sanno. Sanno solo che questa scia si perde nel mezzo interstellare, diventando indistinguibile da esso.

Fa impressione pensare a come nel volgere -breve o lungo, a seconda dei punti di vista- di circa cinquecento anni l’uomo abbia letteralmente smontato l’immagine che lo guidava nel pensare al cielo e al cosmo. Dalla Terra al centro di un sistema eterno e immutabile a un sistema solare-cometa il passo è oggettivamente lungo, ma entusiasmante. È un cammino dello sguardo ciò che rende appassionante la scienza, come perfettamente diceva Teilhard de Chardin: “la storia della scienza naturale può essere riassunta come l’elaborazione di occhi sempre più perfetti entro un cosmo nel quale c’è sempre qualcosa di più da vedere”.

 

 



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