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INNOVAZIONE/ Miliardi di nanoparticelle “spruzzate” per diventare farmaci

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Questo nuovo processo promette di produrre grandi quantità di nanoparticelle rivestite, riducendo drasticamente i tempi di produzione. Ciò consente inoltre la progettazione personalizzata di una vasta gamma di materiali, sia per quanto riguarda la nanoparticella in sé che per il rivestimento, in vista di applicazioni in elettronica, nella somministrazione di farmaci e vaccini, nella cicatrizzazione delle ferite e altro ancora.

Per dimostrare l’utilità potenziale della tecnica, i ricercatori hanno creato particelle rivestite di acido ialuronico testate su proteine bersaglio, chiamate recettori CD44, che si trovano con alti livelli nelle cellule tumorali aggressive. Hanno scoperto che le cellule del cancro al seno coltivate in laboratorio reagiscono con le particelle rivestite con strati di acido ialuronico molto più efficiente rispetto a particelle senza rivestimento o con rivestimento che non contiene acido ialuronico. Negli studi di follow-up, hanno in programma di progettare particelle contenenti farmaci contro il cancro; alcune particelle potranno includere combinazioni di differenti farmaci chemioterapici, o un farmaco combinato con molecole di RNA che colpiscono geni cancerogeni. Queste combinazioni possono lavorare insieme in modo sinergico per disarmare selettivamente ed eliminare le cellule tumorali.



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