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PARMITANO/ Il primo italiano a camminare nello spazio: tutti i dettagli e i rischi

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Luca Parmitano- infophoto  Luca Parmitano- infophoto

Domani alle 14, da un modulo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) usciranno due tute bianche per tre ore di passeggiata spaziale, o “Skywalk”, o EVA (Extra Vehicular Activity): il primo sarà l’ americano Christopher Cassidy e dietro di lui verrà Luca Parmitano, il primo italiano a provare l’emozione di galleggiare nello spazio fuori da qualunque veicolo, in condizioni al confine tra scienza e fantascienza. Sarà uno dei momenti culminanti della missione “Volare”, partita il 28 maggio scorso e concepita come missione di lunga durata in collaborazione tra la Nasa e l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). L’evento EVA si potrà seguire in diretta streaming. Per capire e gustare meglio ciò cui assisteremo, abbiamo sentito Delfina Bertolotto, responsabile dell’unità Microgravità dell’Agenzia Spaziale Italiana.


Microgravità, assenza di peso:  cosa significano precisamente queste espressioni? Qual è la situazione di un astronauta durante la passeggiata spaziale?

Anzitutto dobbiamo dire che l’astronauta, come domani Parmitano e Cassidy,  si trova nello spazio vuoto e che la vera particolarità di quella situazione è che fluttua in uno spazio in cui non si trovano neppure particelle di gas; queste sono ampiamente presenti nel cosmo e sono attratte dai campi gravitazionali delle stelle e dei pianeti ma ci sono degli spazi interstellari in cui si forma un effettivo vuoto. Quindi i nostri astronauti durante una EVA si trovano in condizioni di vuoto. Ma anche in condizioni termiche estreme, variabili – a seconda della posizione di esposizione al Sole – al di sotto dei -100 °C e al di sopra dei 120 °C. Inoltre sono praticamente in condizioni di assenza di pressione, rispetto alla nostra normale pressione atmosferica. Poi c’è la questione della microgravità. Su questo bisogna fare un ragionamento più preciso.

 

Vale a dire?

Non è proprio vero che a 400 km dalla superficie terreste – dove orbita la Stazione Spaziale – non ci sia la gravità: in realtà lì la gravità è soltanto circa il 10% in meno che sulla Terra. Il problema è che a quella altitudine i corpi si muovono ad altissima velocità, circa 28.000 km/h,  e la conseguente forza centrifuga compensa la gravità: per questo li vediamo fluttuare, come se fossero in perenne caduta nel vuoto.

 

Si riesce a fare un addestramento che simuli le reali condizioni nello spazio oppure la passeggiata è sempre un’esperienza nuova e incognita?

 

 



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