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IL PUNTO/ Voyager: riuscirà, entro il 2020, a varcare i confini del Sistema Solare?

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A questo si aggiunga che i sistemi di bordo stanno facendo miracoli per sopravvivere e i tecnici della Nasa altrettanto per mantenere i contatti e programmare le operazioni di bordo. Basti pensare che la memoria del computer di bordo è di soli 1.5 kByte (la tecnologia è quella degli anni '70!) e l'ormai scarso propellente di bordo va centellinato per mantenere l'antenna ad alto guadagno costantemente puntata verso la Terra; e oggi il viaggio di andata e ritorno di un segnale supera le 30 ore! A quelle distanze cosmiche (circa 125 e 102 U.A.), il Sole appare come una piccola stellina e non è pensabile utilizzarne la radiazione per convertirla in energia elettrica usando pannelli solari: in questo caso la produzione di energia è affidato a delle pile atomiche in miniatura, che trasformano in elettricità il calore prodotto dal decadimento nucleare di radioisotopi.

 

Si prevede che i sistemi vitali - le pile e il propellente - si esauriranno verso il 2020 e si spera quindi che entro quella data il fatidico traguardo del "confine" venga raggiunto. Naturalmente le navicelle, anche quando non saranno più in grado di comunicare con la Terra, continueranno il loro viaggio interstellare e si possono prevedere già verso quali stelle si stanno indirizzando. Proprio pensando a questo viaggio verso l'ignoto, la Nasa, con la consulenza dello scienziato e divulgatore Carl Sagan, collocò a bordo delle due navicelle un messaggio rivolto a ipotetici extraterrestri: un disco di rame dorato contenente immagini, brani musicali e suoni di varie zone e tradizioni del nostro pianeta. Le probabilità che il messaggio sia effettivamente raccolto da qualcuno sono evidentemente molto remote, ma ciò non toglie valore all'aspirazione dell'uomo, naturale e sempre più plausibile, riassunta in quel piccolo dischetto dorato, di non essere il solo nell'universo a meravigliarsi della sua bellezza.

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