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COSMOLOGIA/ Ellis (premio Templeton): la realtà del tempo emerge dai risultati di Planck

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George Ellis  George Ellis

Le equazioni possono predire l’evoluzione dei sistemi dinamici e permettono di comprendere le forze fondamentali che conosciamo. Ma le equazioni sono un’astrazione: è un errore molto pericoloso pensare che le leggi matematiche all’interno di un modello teorico costituiscano la realtà. Da questo punto di vista è importante essere consapevoli che la conoscenza che è possibile raggiungere mediante la scienza possiede dei limiti. Attraverso di essa infatti, è possibile comprendere il funzionamento di alcuni meccanismi caratteristici dei fenomeni naturali. Tuttavia non può aiutarci, per esempio, nella comprensione riguardo a cosa è bello, giusto, buono, significativo e cosa non lo è. Tali aspetti riguardano ciò che costituisce nel profondo la natura umana, che non è solo materiale ma anche spirituale e che non può essere incorporata in equazioni matematiche. 

 

Quindi, qual è la prospettiva verso cui guardare?

La grossa sfida proviene dalla complessità, cioè dalla proficua interazione tra diversi metodi conoscitivi che contribuiscono insieme in modo unitario e non contraddittorio a fornirci elementi importanti di comprensione della realtà. Per esempio per quanto riguarda la matematica io penso che non sia un’invenzione umana, piuttosto una scoperta fatta dagli antichi greci: essa già preesisteva come forma di realtà platonica (perciò eterna) autonoma indipendente dalla realtà fisica naturale. Allo stesso modo credo in una dimensione trascendentale che giustifica l’etica, come pure l’esistenza di esseri spirituali (come angeli e demoni) e altri aspetti del genere.

 

(Nadia Correale)



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