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SCOPERTE/ C’è un soffice disco attorno alla baby-stella RY Tau

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La più grande limitazione è data dalla presenza dell’atmosfera terrestre che distorce le immagini acquisite dal telescopio. Ciò che permette ad HiCIAO di superare questo ostacolo è il sistema di ottica adattiva di ultima generazione che, monitorando le variazioni atmosferiche, compensa per esse modificando la superficie del telescopio in tempo reale.

Grazie a questo setup osservativo, il gruppo di astronomi è riuscito a catturare un’immagine ad altissima qualità del disco attorno a RY Tau nel vicino infrarosso, precisamente a 1.65 micron. Al contrario di molti altri casi, l’emissione del disco risulta dislocata rispetto alla posizione centrale della stella. Si tratta infatti di un rarissimo caso in cui si è riusciti a captare l’emissione proveniente dalla superficie del disco, che fornisce informazioni sulla struttura verticale del disco, molto complicata da rilevare, ma fondamentale per spiegare la formazione planetaria.

Dopo un’estensiva analisi dei dati, che sono stati confrontati con dettagliati modelli teorici, gli scienziati hanno concluso che il segnale non deriva propriamente dal disco, bensì da uno strato di polvere molto soffice, collocato al di sopra di esso. Tale strato è quasi trasparente, anche se non del tutto, e sarebbe costituito da ciò che resta della nube di gas e polvere che collassando ha formato il disco. Esso non è stato rilevato nella maggioranza dei dischi protoplanetari osservati sino ad oggi, poiché è necessario trovarsi nella giusta fase di transizione, da nube a disco, in cui questi rimasugli sono ancora presenti, come nel caso di RY Tau.

Gli astronomi hanno calcolato che la massa di polvere presente in questo strato nebuloso è pari a metà della massa della Luna e hanno concluso che la sua funzione sia quella di scaldare il disco sottostante in cui i baby-pianeti si stanno formando. Se una simile nebulosità è presente attorno a tutti i dischi circumstellari durante le prime fasi di formazione planetaria, ciò potrebbe modificare di molto le predizioni odierne in termini di numero, dimensione e composizione dei pianeti presenti attorno ad altre stelle.



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