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CLIMA/ Pubblicato il nuovo Report dell’IPCC sui cambiamenti climatici

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Gli ultimi tre decenni sono stati i più caldi dal 1850, quando sono iniziate le misure termometriche a livello globale. L’ultimo decennio è stato il più caldo. In base alle analisi dei record paleoclimatici, il periodo 1983–2012  “probabilmente” è il periodo di 30 anni più caldo degli ultimi 1400 anni (“confidenza media”). Stimando la tendenza lineare, la temperature media superficiale globale è aumentata di 0,85°C (range tra 0,65 – 1,08°C) nel periodo 1880–2012. L’aumento totale della temperatura media globale superficiale tra la media 1850-1900 e la media 2003-2012 è 0,78°C (0,72 – 0,85).

Circa la questione della “pausa del riscaldamento globale”, si può dire che Il segnale della temperatura media globale superficiale Tmgs presenta una forte variabilità multidecadale e interannuale. Le tendenze su periodi brevi come gli ultimi 15 anni (1998-2012) sono statisticamente non significative e non rappresentano in maniera adeguata le tendenze a lungo termine. Il tasso di riscaldamento in questi anni (1998-2012) è 0.05°C/decennio, ed è minore di quello del periodo 1951-2012che mostra un riscaldamento di 0.12°C/decennio . 

Per le precipitazione, nelle terre emerse alle medie latitudini c’è stato un aumento dal 1901 e in particolare dal 1951 (“confidenza media” prima del 1951 poi “confidenza alta”). Mentre nelle altre aree del pianeta i dati non sono sufficienti o non sono disponibili per una valutazione dei cambiamenti a lungo termine.

Sugli eventi estremi meteorologici e climatici dal 1950 sono stati osservati cambiamenti: a livello globale “molto probabilmente” il numero di giorni e notti fredde è diminuito e il numero di giorni e notte calde è aumentato; in alcune zone la frequenza di ondate di calore “probabilmente” è aumentata in vaste aree dell’Europa, Asia e Australia; ci sono “probabilmente” più terre emerse con un aumento del numero di eventi di intensa precipitazione che con una diminuzione del loro numero; in Europa e Nord America la frequenza o l’intensità di forte precipitazione è “probabilmente” aumentata.

Per quanto riguarda gli Oceani è “virtualmente certo” che l’oceano superficiale (0–700 m) si è riscaldato durante gli ultimi decenni del 1971-2010; in questo periodo il riscaldamento oceanico si manifesta in forma accentuata superando 0.11°C/decennio (tra 0,09 e 0,13) nei primi 75m. E’ “probabile” che gli oceani tra i 700m e 2000m si siano riscaldati nel periodo 1957-2009, come pure che gli oceani si siano riscaldati anche a profondità oltre i 3000m dal 1992 al 2005 con valori maggiori nell’emisfero sud.

Le calotte glaciali in Groenlandia e Antartide hanno perso massa negli ultimi due decenni. I ghiacciai si sono ridotti quasi in tutto il pianeta e la diminuzione stagionale estiva della banchisa artica sta aumentando.

La copertura nevosa nell’emisfero nord è diminuita da metà del secolo scorso. Nell’emisfero nord nel periodo 1967-2012 il valore medio dell’estensione della copertura nevosa è diminuito di 1,6% per decennio nei mesi di marzo e aprile e di 11,7% per decennio nel mese di giugno. Le temperature del permafrost sono cresciute in molte aree del pianeta fin dagli anni 80 (“confidenza alta”).

Il livello globale medio del mare è cresciuto di 0.19 m (0.17 - 0.21 m) nel periodo 1901-2010 (mediante una stima di una tendenza lineare). Basandosi su ricostruzioni paleoclimatiche, è “virtualmente certo” che il tasso di innalzamento del livello globale medio marino ha accelerato negli ultimi due secoli.



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