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INNOVAZIONE/ Dalle nebbie delle colline spuntano riserve di acqua potabile

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Calcoli dettagliati e test di laboratorio indicano che le migliori prestazioni si ottengono con un reticolato di fili di acciaio inossidabile circa tre o quattro volte lo spessore di un capello umano e con una spaziatura di circa due volte quella tra le fibre. Inoltre, la maglia è rivestita utilizzando una soluzione che riduce l’effetto detto di isteresi contatto-angolo; ciò consente alle goccioline di scivolare più facilmente verso il basso nel canale di raccolta non appena si formano, prima che il vento le soffi via dalla superficie e le ributti nel banco di nebbia.

Mentre i sistemi attualmente impiegati, ad esempio nelle montagne cilene della costiera ai margini del deserto di Atacama, tendono a produrre alcuni litri di acqua potabile al giorno per ogni metro quadrato di maglia, i calcoli teorici mostrano che i sistemi di nuova progettazione che operano lungo la costa cilena in zone con dense nebbie e venti forti in alcuni periodi dell'anno potrebbero produrre fino a 12 litri al giorno o più.

In collaborazione con i ricercatori della Pontificia Università Cattolica di Santiago del Cile, i ricercatori del MIT hanno recentemente installato una serie di pannelli di materiali diversi per test sulla cima delle colline in una regione semi-arida a nord di Santiago: una zona con poche precipitazioni ma che viene regolarmente avvolta da una forte nebbia costiera a causa del vento chiamato camanchaca che arriva dal Pacifico. Il team sta attualmente svolgendo un test annuale per studiare la durata e la resa in acqua di diverse configurazioni.

I ricercatori sostengono anche che si potrebbero collocare strutture reticolari molto grandi, di centinaia di metri quadrati ciascuna, a costi relativamente molto bassi: una volta installati, non consumano praticamente energia e necessitano solo ogni tanto una spazzolata per rimuovere le particelle di sabbia e gli insetti. «Il costo di esercizio – dicono al MIT - è sostanzialmente pari a zero, perché la natura ha già fatto il duro lavoro di evaporare l'acqua, dissalarla e condensarla in goccioline. A noi non resta che raccoglierla».



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