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NANOSCIENZE/ Grazie al grafene, in arrivo i telefonini arrotolabili come braccialetti

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Si apre oggi al Politecnico di Milano, nell’ambito delle manifestazioni per il 150° dello storico ateneo, la prima edizione di FisMat, Convegno Nazionale sulla Fisica della Materia Condensata, che per quattro giorni affronterà i principali aspetti del tema spaziando dai campi dell’ottica, della fotonica, dei liquidi e della Soft Matter; l’evento ospiterà anche il convegno annuale della Società Italiana per la Luce di Sincrotrone (SILS) e quello della Società Italiana per la Spettroscopia a Neutroni (SISN). Sarà un’occasione per radunare una ampia comunità di scienziati operanti in questi settori presso università, istituzioni scientifiche e centri di ricerca non solo nazionali.

Tra gli speaker attesi ci sarà anche Andrea Ferrari, che proprio dal Politecnico è partito, dopo la laurea in ingegneria nucleare, per approdare in Inghilterra dove da alcuni mesi è al vertice del Cambridge Graphene Centre. Ilsussidiario.net lo ha raggiunto prima del suo arrivo a Milano.

Il Cambridge Graphene Centre che lei dirige è un centro dedicato unicamente alle ricerche sul grafene o vi occupate anche di altri nanomateriali?

Il nome grafene nella denominazione del centro indica ovviamente le ricerche su questo nuovo materiale ma in realtà le nostre ricerche non riguarda unicamente la scienza e la tecnologia del grafene ma anche gli altri materiali che hanno proprietà simili alle sue: sono materiali sottili che si possono ottenere per “esfoliazione” (il metodo cosiddetto del “nastro adesivo”, ndr) di materiali con spessore maggiore come alcuni composti del boro e del molibdeno.  

 Quindi non c’è solo il grafene bisogna pensare a una piattaforma costituita da allotropi del carbonio, cristalli stratificati e nano materiali ibridi: in generale i materiali bidimensionali e i loro composti.

Quali sono gli obbiettivi di un centro del genere?

Gli obiettivi sono di creare, a lungo termine una nuova tecnologia basata su alcuni di questi nuovi materiali e sulle loro combinazioni. La nostra mission è anche di favorire, su questi temi, l’incontro e la collaborazione tra attività industriale e accademica per promuovere ricerche innovative con enfasi sulle molteplici applicazioni.

Quali sono i principali filoni di ricerca?



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