BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ROBOTICA/ Benvenuti nel regno degli animaloidi e dei plantoidi

Pubblicazione:

Un robot  Un robot
<< Prima pagina

Sì e no. Per molte persone l’immagine dei robot continua ad essere quella che ci consegna la fantascienza, quella degli Asimov, dei Terminator e in genere della fantascienza cinematografica; cioè il robot umanoide, quello dalle sembianza umane, che cammina e parla con noi. Quel tipo di fantascienza in realtà non corrisponde alla realtà della robotica attuale; ed è tutto da discutere se le corrisponderà mai. Oggi le cose più interessanti nella robotica stanno accadendo in altri campi che non quello della robotica umanoide. In questo senso quindi la risposta più giusta alla sua domanda è: no.

 

Vista il trend positivo della ricerca robotica, cosa ci riserva il futuro?

Dovendo indicare qualche settore carico di promesse direi anzitutto quello, cui ho già accennato, dei veicoli senza pilota: è un vero breakthrough tecnologico che è lì lì per accadere. Il futuro prossimo ci riserverà anche un’iniezioni sempre più potente di intelligenza all’interno di dispositivi di uso comune quali lavatrici, lavastoviglie, lampade, in genere macchine che già abbiamo in casa e che ora consideriamo stupide e che invece diventeranno autonome e capaci di autogestirsi interpretando l’ambiente. Una cosa che ci riserverà il futuro deriva da un filone della robotica sul quale si sta lavorando molto cioè quello dei robot che cercano di carpire i segreti dell’efficienza della natura, soprattutto degli altri viventi non umani.

 

A cosa si riferisce?

Mi riferisco al fatto che mentre la robotica umanoide, per certi versi, non ha mantenuto le promesse, in molti laboratori si sta cercando di capire e riprodurre le capacità e le speciali prestazioni di particolari specie animali e vegetali. Si sta attuando un fecondo incontro tra ingegneri, biologi e neuro scienziati che porta a un reciproco incremento di conoscenze. Col risultato di poter realizzare macchine robotizzate alle quali affidare compiti difficili o sconvenienti per l’uomo nei quali invece alcune specie sono particolarmente abili: pensi ai molti interventi di emergenza in situazioni pericolose o alle attività in ambienti come i fondali marini o certi siti sotterranei, non adatti a noi esseri umani che non abbiamo sviluppato certe capacità come vedere bene al buio, orientarsi con sensi diversi dalla vista, muoversi sott’acqua e così via. Ci sono invece animali che si sono evoluti proprio in queste direzioni. Capire quindi come fa il polpo a muoversi sui fondali oceanici, ad esempio, sta oggi consentendo agli scienziati della Scuola S. Anna di Pisa di sviluppare un progetto di polpo robotico. E numerosi centri di ricerca affiancano agli studi sugli androidi, quelli sui promettenti animaloidi e plantoidi.

 

La citazione della Scuola S. Anna ci porta a considerare la situazione dell’Italia in questa sfida della ricerca robotica: come siamo messi?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >