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LETTURE/ In viaggio con Galileo e Feynman dai Sumeri ai tunnel del Cern

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Alleggerisce però la pesantezza della trattazione la felice idea tradotta nella finzione letteraria di affiancarsi via via a dei celebri compagni di viaggio “asincroni”, sui quali scaricare l’incombenza delle spiegazioni più impegnative. Sentiamo quindi spiegare il microscopio da Galileo, la struttura atomica da Schrödinger, i raggi cosmici da Hess, e i quark dal mitico Feynman; tutti magicamente materializzati durante il percorso e anch’essi stupiti delle potenzialità di una “macchina” come LHC e della quantità di conoscenza che può derivare dal suo intelligente utilizzo.

Resta la risposta all’interrogativo contenuto indirettamente nel sottotitolo: “Perché il bosone di Higgs cambierà la nostra vita”. La risposta di Menasce è perentoria: non la cambierà, l’ha già cambiata. E qui vengono passate in rassegna le più eclatanti ricadute tecnologiche delle ricerche condotte al Cern: primo fra tutti il web, nato dall’esigenza di accedere e gestire il quantitativo smisurato di documenti e dati scientifici attraverso computer sparsi nei più lontani laboratori in ogni angolo del Pianeta. Ma vanno ricordati anche la Tomografia a emissione di positroni (la PET), l’ultimo esempio di tecnologie di indagine diagnostica che avevano già prodotto strumenti come la TAC e la Risonanza Magnetica Nucleare.

Se alla fine dell’Ottocento, conclude l’autore, "fosse invalso il principio di finanziare solo la ricerca e lo sviluppo di candele...oggi avremmo forse delle candele eccezionali, ma solo candele. Niente lampadine elettriche, radar, televisori, computer e Internet".

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