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OTTICA/ Se allunghi il braccio, ci vedi meglio

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Il risultato offre molti spunti di riflessione. In primo luogo è interessante osservare un altro esempio di come il nostro sistema sensoriale utilizzi tanti indizi diversi per ottenere risposte sulla realtà intorno a sé. Nessuno dei nostri sensi sembra lavorare da solo, ma utilizza svariate informazioni ottimizzandole per il compito che ci viene richiesto.

Ma ancor più interessante è accorgersi di quanto rapidamente la nostra percezione possa adattarsi a nuovi fattori, come ad esempio una nuova “dimensione” del nostro corpo. Nonostante la lunghezza del nostro braccio sia un dato che dovremmo aver profondamente interiorizzato, apparentemente basta molto poco per adattarsi ad una nuova lunghezza. Così, se anche i sofisti avessero ragione nel ritenere che l'uomo è misura di tutte le cose, bisognerebbe riconoscere che la misura dell'uomo stesso sottosta a un continuo feedback con la realtà esterna ad esso. E gli studenti potrebbero obiettare al docente che li accusasse di essere poco preparati e di aver parlato a braccio che questa parte del corpo è decisiva per il nostro rapporto con la realtà!



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