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NEUROSCIENZE/ Le ricerche sul cervello: si scrive “progetto” ma si legge “sogno”

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L’accenno al risparmio sugli animali da esperimento è politically correct, ma assurdo. L’immissione di un farmaco in medicina non potrà mai prescindere dalla sperimentazione animale, a meno che non si voglia passare a quella umana, magari obbligatoria su umani ritenuti non pienamente tali (come il nazismo ha preconizzato di fare).

Questi progetti si muovono dentro l’assunzione non provata e non provabile che la coscienza, l’io, la persona sono riducibili al suo cervello; ma fanno un passo oltre: assumono come certo che la biologia è riducibile all’ingegneria, all’informatica. Si conformano all’antica idea della fantascienza che si possa costruire una versione cibernetica, cioè ingegnerizzata, informatica e meccanica del singolo individuo. E questa sarà la via per realizzare il grande sogno di ogni cultura umana, l’immortalità. Ma tra i sogni e la realtà esiste un confine difficilmente valicabile.



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COMMENTI
16/01/2014 - Risposta al commento di Vittorio Cionini (Mauro Ceroni)

Vorrei anch'io pensarla come te. E speriamo che qualcosa di buono venga anche da idee strampalate. Tuttavia, occorre senz'altro riconoscere che la scelta dell'oggetto da indagare non è irrilevante rispetto alla possibile scoperta e al contributo a rendere più umano il nostro mondo. Incaponirsi a trovare un farmaco che riduca il danno dell'ischemia cerebrale, una volta che la trombosi dell'arteria è occorsa, come avviene da 30 anni a questa parte, non ha portato ad alcun risultato, ma viene perseguito dalle case farmaceutiche perchè qualora un piccolo beneficio fosse dimostrato, quel farmaco permetterebbe un enorme guadagno data la frequenza di questa patologia. Generare dati non vuol dire necessariamente avvicinarsi al vero, anzi può aumentare la confusione, come avviene oggi con molti malati, dove nessun medico prende posizione sulla diagnosi e si moltiplicano le indagini diagnostiche o si ripetono quelle già eseguite, allontanandosi sempre di più dalla diagnosi corretta o mettendosi a curare parametri alterati che nulla hanno a che fare con i disturbi del paziente, talora anche con interventi chirurgici che si dimostrano inutili se non dannosi. Così nel caso dello HBP o del BRAIN initiative nessun vantaggio alla diagnosi e cura dei malati sarà raggiunto e l'enome cifra impiegata è di fatto sottratta a progetti molto più utili a migliorare la cura delle malattie, in nome della cura delle malattie più diffuse e gravi!

 
09/01/2014 - I veri obiettivi (Vittorio Cionini)

Progetti o sogni che siano queste iniziative sono una ottima scusa per far girare denaro e dare una spinta all'economia. Gli obiettivi dichiarati contano poco e sono evidentemente costruiti a tavolino per buttare un po' di fumo negli occhi. Non ci vedo niente di male in tutto questo perché tanto sappiamo tutti che i soldi investiti non sono altro che carta straccia o moneta virtuale con cui si possono benissimo comprare sogni. Con un poco di fortuna può venirne fuori qualche risultato utile e del tutto imprevisto. Colombo voleva raggiungere le Indie ed ha inciampato nelle Americhe. Se ci pensiamo bene ha sbagliato tutto ma i soldi investiti dalla regina Isabella hanno avuto un fantastico ritorno e lui viene festeggiato ogni anno nel Columbus day. Speriamo solo che indagando troppo sul funzionamento del cervello non si scopra quanto siamo cretini. Vittorio Cionini