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Scienze

CERN/ 60 anni di Big Science per ampliare il nostro sguardo sulla natura

la nuova scultura posta all’ingresso del Globe (Foto Federico Brunetti)la nuova scultura posta all’ingresso del Globe (Foto Federico Brunetti)

La volontà di perseverare nell’avanzamento della ricerca scientifica ha indotto a tessere relazioni e costituire strutture per cooperare tra paesi e nazioni, nonostante e attraverso le possibili divergenze o diversità politiche culturali o religiose. Come pure si è manifestata una cura permanente per la formazione e la trasmissione della passione per il sapere verso le generazioni più giovani che saranno responsabili di raccogliere il testimone del lavoro di chi le ha precedute. E ancora, l’attenzione a considerare le possibili ricadute positive di innovazioni tecnologiche elaborate in ambito scientifico: basta citare il web, le PET, le metodologie non invasive per la cura dei tumori, le tecnologie GPS e cellulari e così via.

Nondimeno questo grande insieme di gruppi di ricerca composto da alcune migliaia di scienziati - solo in parte residenti temporaneamente al Cern e per lo più operativi in oltre venti nazioni (ormai non solo europee) su specifici progetti collegati attraverso le tecnologie web da loro stessi ideate - mostra una esplicita e consapevole sensibilità verso parole e temi che travalicano i confini specialistici e disciplinari, come: “visione”(dei fondatori) e responsabilità per la pace e il dialogo tra le nazioni (“bridging culture and nations throught science” era il titolo dell’evento del 60°); valore dell’arte per interpretare le metafore della nuova scienza (arts@CERN); valorizzazione della musica come forma espressiva a fondamento matematico; ascolto della riflessione teologica che apre le dimensioni ampie della ragione.

La maturità concessa e necessaria a questo sessantesimo sembra indicare, nei dialoghi personali o nelle varie interviste degli scienziati così come nei contributi istituzionali degli oratori convenuti dai paesi membri - come quello del nostro Ministro della Ricerca Scientifica Stefania Giannini - la concorde volontà di operare in un ambito in sé sorprendente e sterminato in cui lo sguardo (sempre più potente) dell’uomo verso il dato della natura implica un’importante corresponsabilità nel sapere gestire i risultati e una essenziale capacità di ontologico stupore per non inaridirne volta per volta le scoperte.

Scienza e pace, Scienza e arte, scienza e tecnica, scienza e sostenibilità, scienza tra fede ed etica. In un evidente e latente intreccio questi temi si “tengono” a distanza in reciproche diversità e specificità disciplinari e metodologiche, ma la cui trascuratezza ha già dato gli esiti perversi che la storia anche recente non esita dimostrare.