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CERN/ 60 anni di Big Science per ampliare il nostro sguardo sulla natura

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la nuova scultura posta all’ingresso del Globe (Foto Federico Brunetti)  la nuova scultura posta all’ingresso del Globe (Foto Federico Brunetti)

In una affollatissima e ben selezionata convention internazionale piuttosto rara nel suo genere, si sono celebrati i 60 anni dalla fondazione del Cern, il Centro Europeo per la Ricerca Nucleare. Costituito nel 1954 in ragione di in accordo tra alcune nazioni del vecchio continente reduci dal travaglio della seconda guerra mondiale, come un esempio operativo e concreto della ricerca scientifica nella Fisica a riposta della tragedia del nucleare, si pone oggi come un punto di riferimento a scala mondiale in relazione alle generazioni di esperimento sulla fisica delle particelle.

Vale la pena citare almeno alcuni dei traguardi raggiunti in questo sessantennio: 1957 primo sincrotone, 1959 Proton Syncrotron (PS), 1968 Multiwire  Proportional Chamber, 1971 Intersecting Storage Rings (SR); 1973 Esperimento Gargamelle ed evidenza electroweak theory; 1976 Supersyncrotone 7 km circonferenza (SPS); 1983 scoperta delle particelle W e Z (con Nobel a Carlo Rubbia e Simon van der Meer); 1989 LEP Large Electron Positron collider (27 km.) e invenzione del www da parte di Tim Berners-Lee; 1993 esperimento NA31 e prime indicazioni differenze tra materia e antimateria; 2002 ATHENA produce quantità di atomi di antiidrogeno; 2004 costruzione del Globe of Science per la comunicazione scientifica; 2008 primo fascio di LHC (Large Hadron Collider); 4 luglio 2012 ATLAS e CMS presentano le prime evidenze del bosone di Higgs; 2013 ulteriori reciproche conferme del bosone di Higgs e conferimento del Nobel a Françoise Englert e Peter Higgs per la teoria proposta ad integrazione del Modello Standard circa il meccanismo col quale le particelle acquistano la massa.

Le ricerche più recenti, oltre a confermare solidamente le ipotesi fondative del Modello Standard delle particelle elementari, hanno dischiuso nuove frontiere per una “nuova fisica” esplorando gli scenari dell’antimateria e dell’energia oscura che raccordano i risultati della fisica “micro” con le analoghe indagini “macro” dell’astrofisica. Le problematiche per la comprensione della massa, che si offrono nello “Zeptospazio” esplorabile con gli acceleratori  e rivelatori di LHC, si ripropongono in una metaforica simmetria nelle dinamiche alla macroscala cosmica, laddove ormai è acclarato che la materia finora rilevabile non è più del 5% di un “tutto” costituito a sua volta da parti di antimateria e energia oscura.

Non ci addentriamo oltre in questi campi; ma non possiamo non notare l’avanzare progressivo di nuovi enigmi in quella stessa natura che si tenta sistematicamente di indagare potenziando esponenzialmente gli strumenti di analisi. È un’avanzata nella quale peraltro affiora la consapevolezza tutt’altro che positivistica da parte della Big Science contemporanea dei propri intrinseci limiti cognitivi. È apparso evidente, anche nei temi degli interventi istituzionali di questa conferenza celebrativa, che i fattori di maturità che emergono dal Cern sono di ben altra e universale portata.



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