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BIOTECNOLOGIE/ C’è una folla di “micro-ospiti” nel nostro organismo: li studia la metagenomica

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La ricerca sta pian piano scoprendo quali meccanismi regolano la composizione della nostra microflora. Nel recente convegno nell’ambito della European Biotech Week è stato illustrato come ogni singolo individuo ha una sua microflora, con una particolare composizione, che dipende da molti fattori: alcuni ereditari, altri legati all’ambiente in cui viviamo e ai nostri comportamenti, soprattutto alimentari. Cosa si studia quindi? Si cerca di scoprire quanto un soggetto diventa più suscettibile a una certa patologia in funzione anche della microflora presente nel suo organismo; si cerca poi di capire se e come è possibile intervenire per modificare la microflore in modo da renderla positivamente attiva. È un’impresa non facile, anche perché la nostra microflora è molto stabile, in quanto risultato di un lungo adattamento, e quindi difficile da modificare.

 

Quali invece le applicazioni della metagenomica in ambito industriale?

Qui è tutto un altro discorso. Ci sono prospettive molto interessanti per quanto riguarda la salute umana: si possono individuare dei probiotici o delle terapie – non vorrei dire farmaci – che permettono di intervenire sull’intero sistema in funzione delle patologie da curare. 

Oltre all’ambito sanitario, si possono caratterizzare popolazioni microbiche presenti in particolari condizioni ambientali individuando proteine o geni con caratteristiche interessanti che è possibile isolare e utilizzare per obiettivi specifici: si possono ottenere nuove molecole o nuovi prodotti, con proprietà volute, da impiegare, ad esempio, in campo ecologico. 

 

E in campo alimentare?

Qui più che vere e proprie applicazioni, vedo la possibilità di studi finalizzati alla caratterizzazione: ad esempio, caratterizzazione della flora presente in un determinato terreno e che può incidere sulle proprietà e sulla qualità delle coltivazioni.

 

Cosa fate per la metagenomica al Parco Tecnologico Padano?

Abbiamo dei progetti europei per lo studio della metagenomica nella flora dei ruminanti, in particolare dei bovini, al fine di individuarne le caratteristiche e capire come questi animali metabolizzano il foraggio e i vari mangimi che assumono. Abbiamo in corso anche dei progetti focalizzati sulla meta genomica umana e sulla sua incidenza su alcune patologie: è il caso del progetto Indigo, volto a definire il ruolo del microbioma nella oftalmopatia di Graves, una patologia degli occhi che è legata a una particolare microflora.

(Paolo Floriani)



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