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SCOPERTE/ C’è un “faro” a raggi X a 12 milioni di anni luce dalla Sardegna

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Pulsar  Pulsar

La seconda conseguenza riguarda i limiti massimi di luminosità di queste pulsar. «Ci sono delle teorie, considerate molto valide, che stabiliscono dei limiti. Uno è il limite di Eddington, che funziona piuttosto bene per i buchi neri della nostra galassia. Tale limite può essere superato con qualche correzione; infatti alcune pulsar lo oltrepassano, perché la loro modalità di accrescimento lo permette. Per esse c'è un altro limite teorico, circa dieci volte sopra quello di Eddington. Nel nostro caso però questo limite è stato superato di almeno dieci volte; quindi la teoria sottostante è da rivedere».

Resta comunque aperto un problema: come è possibile che oggetti così piccoli siano così brillanti? «Su questo non abbiamo ancora una spiegazione soddisfacente; le ricerche dei prossimi anni saranno dedicate a rintracciare evidenze che possano permetterci di capire cosa sta succedendo in quelle stelle: per ora abbiamo solo tante ipotesi». Bachetti in Sardegna proseguirà le sue ricerche in questa direzione. Forse anche utilizzando il Sardinia Radio Telescope (SRT), il gioiello della radioastronomia installato in provincia di Cagliari, inaugurato ufficialmente un anno fa ed ora pienamento operativo. Con SRT, conferma Bachetti, è possibile svolgere alcune delle analisi necessarie per poter dirimere la questione. 



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