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DIBATTITI/ Che cos'è il tempo? Un compagno lungo la storia

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Non ci può essere nessun serio tentativo di rispondere alla domanda “Che cos’è il tempo?” che trascuri questa suprema dimensione, perché il tempo è sia “naturale” che “umano” e la storia è la sintesi dei due fattori. Gli studiosi probabilmente leggeranno questa affermazione come relativa all’evoluzione delle idee, mentre la tradizione cristiana riconoscerà qui un’eco dell’Incarnazione: come ha scritto Thomas S. Eliot “Un momento nel tempo ma il tempo fu creato attraverso quel momento: poiché senza significato non c’è tempo, e quel momento di tempo diede il significato”.

Forse l’immagine più sintetica e immediata che possiamo dare del tempo, sulle suggestioni di questo ultimoEuresis Journal, vengono dall’esperienza del “tempo musicale”, così come è stato presentato dal compositore Roberto Andreoni. Con le parole di Igor Stravinsky, “la musica celebra l’amicizia tra l’uomo e il tempo”. Sì perché in fondo il tempo è proprio questo: un compagno, che affianca l’uomo in tutto ciò che più lo riguarda: la memoria del passato, l’amicizia col presente e la speranza per il futuro; riempiendo di significato l’intervallo tra la nostra esistenza e la nostra fine, rivelando e rinnovando lentamente il senso di tutte le cose, fino alla pienezza, a quell’ora precisa in cui ciascuno, a conclusione di questa amicizia, riceverà il premio della sua vita.



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