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ALLERTA MALTEMPO/ Ecco perché la Sicilia è “quasi” ai Tropici

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Anche quest'anno stiamo assistendo a diversi episodi di piogge autunnali molto intense e purtroppo anche ad eventi alluvionali in diverse zone italiane. Non ha fatto eccezione la perturbazione giunta la scorsa settimana e si guarda ora con una certa preoccupazione anche alle abbondanti precipitazioni previste su molte località a rischio per i prossimi giorni. Giustamente questi episodi di maltempo trovano una vasta eco sui giornali, ma tra i vari termini usati, più o meno scientifici, probabilmente l'attenzione dei lettori è stata catturata dal titolo “ciclone tropicale in Sicilia”, apparso su molte testate tra venerdì e sabato. Come è possibile che si sia osservato un “ciclone tropicale” in Sicilia (che, pur essendo all'estremo meridione della nostra nazione, non si trova di certo ai Tropici) ?

In effetti il termine corretto è “tropical-like cyclone - TLC” (ciclone “quasi-tropicale”) o “medicane” (Mediterranean Hurricane) e dall'immagine da satellite si nota un sistema nuvoloso che, sebbene molto più piccolo e fortunatamente meno intenso, ricorda la forma degli uragani caraibici e nordamericani. Cerchiamo allora di capire cos'è un ciclone “quasi” tropicale e cosa ne ha permesso la genesi all'interno del mediterraneo.

Prima di tutto è utile fare un po' d'ordine nella terminologia: parliamo di ciclone quando si ha una circolazione atmosferica in senso ciclonico, cioè antiorario; questo tipo di moto avviene attorno ad area di bassa pressione, che sappiamo essere associate a nuvole e piogge. Le due categorie principali in cui si dividono i cicloni tropicali e quelli extratropicali.

A dispetto del loro nome abbastanza altisonante, i cicloni extratropicali sono piuttosto comuni alle nostre latitudini, dato che tutte le più importanti perturbazioni che osserviamo non sono altro che cicloni extratropicali, più o meno intensi. Essi si formano a causa della differenza di temperatura tra l'aria che scorre alle alte latitudini e quella più temperata a sud: questa differenza, se è abbastanza alta, induce venti intensi in direzioni differenti alle varie quote dando forma a un sistema asimmetrico e abbastanza complesso (si parla spesso di fronti caldi e freddi...) e permettendo l'instaurarsi di moti verticali che conducono alla formazione di nuvole e alle piogge conseguenti. 

I cicloni tropicali invece hanno un origine totalmente diversa; infatti essi vengono alimentati dall'energia disponibile nei caldi oceani delle latitudini tropicali. Infatti se l'aria calda e umida che si trova sopra l'oceano comincia a sollevarsi, a una certa quota comincerà a condensare l'ingente quantitativo di vapore acqueo che contiene, liberando energia (calore latente) che potrà essere sfruttata dal sistema per continuare a sollevare aria umida, instaurando cosi un meccanismo autosufficiente, almeno finché le condizioni non variano e il ciclone rimane sul mare.



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