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SCIENZA DEI MATERIALI/ Portate i mattoni in laboratorio e vi diremo quando è stata costruita la chiesa

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L'analisi su un mattone  L'analisi su un mattone
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Quali prospettive può offrire la scienza dei materiali per ambiti come quelli appena indicati?

Con le nostre tecnologie possiamo ad esempio conoscere i pigmenti che ricoprivano un tempio greco; o rintracciare l’origine dei marmi di una costruzione antica; oppure datare un edificio o un’opera d’arte. O ancora: su un dipinto si possono fare radiografie, tomografie, rifletto grafie per esaminare cosa c’è sotto la superficie e analizzare bene la pennellata, lo spessore del pigmento, la tecnica pittorica per poi confermare o meno le attribuzioni ai vari autori.

Nel nostro istituto abbiamo sviluppato delle tecniche di datazione; abbiamo un Centro interdipartimentale per le datazioni, con un laboratorio per gli esami al radiocarbonio e altra strumentazione. Possiamo datare materiali di origine organica: legno, tessuti, papiri; e materiali inorganici, come terracotte e ceramiche che hanno accompagnato le civiltà fin dal V millennio a. C.

 

Quali metodologie applicate?

Un metodo che si è rivelato molto efficace è quello della termoluminescenza. Possiamo dire di essere stati i pionieri in Italia nell’impiego di questa tecnica che ormai abbiamo applicato in decine di migliaia di interventi: soprattutto sugli scavi archeologici, dove contribuiamo alla determinazione della stratigrafia; oppure sulle costruzioni, delle quali possiamo ricostruire le varie fasi facendo quella che ora si chiama stratigrafia del costruito.

 

Qualche esempio?

Abbiamo esaminato la basilica di San Lorenzo Maggiore in Milano, dove con la termoluminescenza e con la optoluminescenza abbiamo determinato l’età dei mattoni – sia quella della loro costruzione sia quella della loro messa in opera – ed abbiamo stabilito che il materiale utilizzato per la costruzione non è stato fabbricato ad hoc, ma sono stati riutilizzati mattoni recuperati da edifici di epoca romana, in modo particolare dall’arena.

Anche lo studio che abbiamo condotto sulla Certosa di Pavia ha evidenziato la presenza di materiale di riuso, proveniente probabilmente da una struttura precedente non documentata dagli archivi storici; sapevamo che il muro era del XV secolo invece i mattoni sono risultati essere del XII: evidentemente prima erano in un’altra struttura e poi sono stati riutilizzati. 

 

Si parla anche di una vostra collaborazione con l’Arma dei Carabinieri ….

Sì, in particolare col Nucleo per la Tutela del Patrimonio Storico-artistico, nell’ambito di campagne di autenticazione di materiale sottoposto a sequestro, che hanno identificato nel 75% dei casi opere autentiche illecitamente sottratte per essere rivendute nel mercato sommerso.

 

(Mario Gargantini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
27/11/2014 - ergo.... (maurizio candelori)

si procede a passo spedito per la datazione della Sindone! Per quanto mi riguarda non è assolutamente necessario perché sono stra-sufficienti tutti gli indizi scientifici rintracciati finora, ma siccome qualcuno aspetta di credere solo dopo la sua datazione, beh diamo loro anche questa occasione!