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FANTASCIENZA/ Quel buco nero di Interstellar che ha inghiottito anche la scienza

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Una scena del film  Una scena del film

Per esempio: dobbiamo attraccare all’astronave che gira come una trottola impazzita dopo un sabotaggio? Basta dire con aria da duro: “Non è impossibile, è necessario” e oplà, tutto risolto (e poi qualcuno si lamentava delle acrobazie della Bullock...). Oppure: da dove viene il wormhole? Semplice: l’hanno fatto “loro”. Loro chi, scusate? “Loro, degli esseri che vivono in 5 dimensioni”. Ah, beh, sì, beh... E dove troviamo i dati che ci permetteranno di completare la formula che salverà l’umanità? Ma è ovvio, in un buco nero: “Dato che quello è il mistero assoluto, può benissimo essere che ci sia anche quello che cerchiamo”. Fantastico! Ma poi come facciamo a comunicarlo all’esterno, se niente può uscire da un buco nero? Beh, ma “questa è quella che nel gergo dei fisici si chiama una singolarità gentile, quindi può anche darsi che qualcosa lasci uscire”. Eh, già, bestie noi che non ci avevamo pensato! Sì, ma ormai sulla Terra saranno tutti morti: bisognerebbe mandare un segnale nel passato, ma così a occhio sembra un tantino complicato... Ma no, niente paura, basta usare la gravità: infatti “la gravità è l’unica forza che si muove tra le dimensioni, e il tempo è una dimensione, quindi...”

Quindi basta buttarsi in un buco nero, al cui interno, come tutti sanno, si trova una struttura a metà strada tra una fabbrica dismessa e un cubo di Rubik (comunque tutta rigidamente squadrata, pur trovandosi in un posto in cui lo spazio stesso è curvo) che dà sul retro della libreria di casa nostra. Qui nel giro di pochi secondi impareremo come entrare in contatto con nostra figlia bambina buttando giù i suoi libri in modo da usarli come codice Morse per dirle di non farci partire (pur sapendo che è inutile, perché è già successo). Poi, stavolta agendo sulla polvere del pavimento e disponendola in codice binario (usarla per formare delle parole no, eh?), le daremo le coordinate della base segreta della Nasa perché invece possa aiutarci a partire (un po’ schizofrenici? ma no, è la logica pentadimensionale!).

Infine prenderemo i “dati quantici” rilevati all’interno del buco nero da un robot fatto da quattro parallelepipedi rotanti (ovviamente di color grigio sporco) e dotato di un discutibile senso dell’umorismo e li passeremo a lei adulta, di nuovo in codice Morse ma stavolta agendo sulle lancette del suo orologio, giusto per semplificarle le cose, tanto è un genio è capirà lo stesso (“È papà che mi dice come salvare il mondo!”). Dopodiché potremo aspettare fiduciosi che i misteriosi alieni dissolvano il buco nero (impossibile ma necessario, tanto per ripeterci, altrimenti niente lieto fine) e ci facciano uscire esattamente nel luogo e nel momento giusto perché i nostri amici ci trovino (probabilità: una contro tutte le stelle dell’universo, ma chissenefrega?) e ci portino in salvo su una stazione spaziale in orbita intorno a Saturno, dal cui hangar che sembra un garage partiremo infine al salvataggio della Bella In Pericolo di turno, come ogni eroe che si rispetti.

Citando a memoria non giuro sulle virgole, ma su tutto il resto sì: che ci crediate o no, Interstellar è questo.

Sintesi finale: non guardatelo. Se proprio avete voglia di fantascienza e qualche euro da spendere, andate in edicola e compratevi i DVD di Goldrake rimasterizzati: saranno meno scientifici, ma in compenso molto più divertenti. E anche molto più sensati, soprattutto ora che il nuovo doppiaggio ha eliminato molte delle assurdità della versione originale: cosa che invece neanche il campione mondiale dei doppiatori riuscirebbe mai a fare con Interstellar.



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COMMENTI
20/11/2014 - La morte del cinema (Davide Di Lello)

Completamente d'accordo con la recensione, premetto che Nolan non mi è mai piaciuto come regista ma qui si è superato. Un film davvero deprimente, noioso, una trama contorta e tirata per i capelli, difficile anche da seguire. Brutto anche dal punto di vista visivo, lo salvano solo gli attori e il marketing da un disastro completo (dopo un anno di pubblicità le attese erano molte). Complimenti all'autore della recensione che va giustamente controcorrente, ho letto recensioni assurde dove gli danno 5 stelle, gente che forse non ha mai visto 2001 di Kubrik. Credo sia colpa del marketing cinematografico, crea tante di quelle aspettative che dopo ti senti quasi in colpa se il film non ti piace.

 
19/11/2014 - venghino, venghino.. c'è il supercritico (Davide Pella)

che ci illumina col suo splendor! dopo cotanto articolone però.. su, dai.. prenditi una vacanza..!

 
18/11/2014 - Per A. Pace (Valentina Timillero)

Sig. Pace, vada a leggere l'aberrante articolo dell'autore dedicato a "Gravity" di Cuaron.

 
18/11/2014 - La fantascienza è fantascienza (Lapalisse) (Alessandro Pace)

Mah, veramente a me è sembrato tutt'altro film, un film sui sentimenti, sui rapporti confezionato in un film di fantascienza. La fantascienza è fantascienza, lo dice la parola stessa e lo spettatore ne è sempre consapevole anche quando vede Mazinga Z, a chi vuole mettere in guardia scusi?

 
18/11/2014 - Si possono ancora raccontare storie? (Giovanni Conconi)

Complimenti per l'articolo, l'ispiratore è Landini o la Camusso? Segnalo inoltre anche la mancanza di qualche paragone con quel cattivone di Dan Brown. Un film può anche non piacere, ma lascerei gli sfoghi ai tavoli del bar. Grazie.