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ALLUVIONE LIGURIA/ Il problema "a monte" degli straripamenti: tutta "colpa" dei boschi

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Correlativamente, ripristinare la responsabilità dei proprietari alla custodia delle aree in loro possesso.

Comprendere che non può esistere una fonte unica di soluzioni positive: la realtà del bosco è troppo complessa ed eccedente qualunque attore singolo. I fiumi, d'altro canto, hanno sempre avuto la particolarità di trasportare i problemi senza riguardo a confini amministrativi o di proprietà: forse recuperare vere magistrature delle acque, ultimamenter esponsabili per il governo ed il controllo di ogni bacino idrografico potrebbe prevenire molti disastri. 

I nostri boschi hanno bisogno degli uomini, e gli uomini hanno bisogno dei boschi, in una ritrovata custodia reciproca. 

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COMMENTI
25/11/2014 - Avere cura (Daniela Blandino)

Sono anche io convinta che se i boschi fossero curati molti disastri sarebbero evitati o per lo meno contenuti. Ma cosa vuol dire curare? Curare un bosco vuol dire tagliare le piante malate e vecchie e accertarsi che i nuovi germogli ripopolino il bosco. Vuol dire ripulire sentieri e strade e torrenti. Veramente un grosso lavoro che implica conoscenze scientifiche e tecniche che probabilmente i nostri nonni possedevano per tradizione. Ma oggi tutto ciò che ha un vago sentore di scienza e tecnica viene relegato in un angolo: roba difficile per chi ne capisce. E prendono piede convinzioni spesso romantiche sulla salvaguardia della natura e del verde. Come in una piazza vicino a casa dove un manipolo di amanti del verde hanno impedito l'abbattimento di tre piante vecchissime e malate. Abbiamo assistito a scene grottesche di signore impegnate che col bagnafiori davano acqua ad alberi di 20 metri. Poi ogni tanto qualche pianta crolla rovinosamente e magari fa del male a qualcuno. È effettivamente più facile pontificare che prendersi la responsabilità della cura.