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NANOTECNOLOGIE/ Lunga vita (assistita) con sensori e robot tuttofare

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Ambient Assisted Living  Ambient Assisted Living

Sì. Non è solo un’associazione di ricercatori e aziende ma è aperta a tutti; e gli utenti non hanno una posizione marginale bensì sono presenti in tutta la catena del prodotto: sono loro che dettano l’agenda dei bisogni e indicano le aspettative per le tecnologie che vengono realizzate. Anche perché, come si può facilmente capire, in questo campo più che mai ci sono problemi di accettabilità delle tecnologie e delle soluzioni che vengono proposte. Accanto agli enti di ricerca e alle imprese abbiamo le istituzioni pubbliche ma anche le cooperative sociali e un buon numero di operatori sociali; con tutti questi organizziamo annualmente un forum per discutere di questi problemi e raccogliere indicazioni, esigenze, proposte. Da azioni di questo tipo devono poi scaturire i nuovi modelli di welfare che in futuro dovranno vedere nuovi attori, pubblici e privati, con nuovi ruoli e un approccio non più solo assistenzialista. 

 

E l’Europa, alla quale prima ha accennato?

Nello stesso tempo la Commissione Europea ha varato importanti programmi di finanziamento che contemplano anche questi temi: si pensi a Horizon 2020, ma prima ancora alle cosiddette iniziative “articolo 185” con i Joint Program ai quali diverse realtà italiane stanno partecipando. 

Nell'ambito delle iniziative europee abbiamo avuto modo di portare le nostre apparecchiature in altri Paesi, come ad esempio in Olanda, per svolgere sperimentazioni all'interno di abitazioni o di particolari situazioni. Nel contesto europeo si può lavorare bene, e devo dire che l'Italia si sta facendo valere.

 

Per attuare l'Ambient Assisted Living non c’è da inventare tutto, alcune tecnologie ci sono già e sono mature. Può fare qualche esempio?

L'esempio ù facile è quello dello smartphone, che ormai tutti utilizziamo. Ci sono applicazioni (le cosiddette App) che possono venire incontro alle esigenze specifiche di anziani o persone in difficoltà; si tratta solo di personalizzarle. Si possono così risolvere problemi nel quadro del miglioramenti dell'inclusione sociale. Si pensi alla opportunità di mettere in grado le persone anziane di contattare, stando a casa, i principali servizi; oppure di connettersi con gli amici per attività di intrattenimento; o ancora, di partecipare da casa ai corsi dell'università del tempo libero. Più importanti ancora sono i sistemi volti ad assicurare la sicurezza e la protezione negli appartamenti, come i sistemi anti intrusione o i sistemi di allarme.

 

Poi ci sarà la telemedicina....

Si, è uno dei punti di forza l'Ambient Assisted Living. Soprattutto a una certa età, è di grande importanza avere accesso a dispositivi che possono misurare i nostri parametri fisiologici fondamentali e trasmetterli al medico da remoto. Su questo in Italia è già stato fatto qualcosa di valido, soprattutto col supporto delle Regioni; ma va senz'altro migliorato ed esteso.

 

In altri casi però si devono inventare cose nuove. Cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro?

Si stanno studiando sistemi per la rilevazione delle cadute delle persone. Qui al nostro centro del CNR di Lecce abbiamo sviluppato un dispositivo che è in fase di testing in alcuni appartamenti. Questa possibilità di sperimentazione durante lo sviluppo del prodotto è uno degli aspetti in cui si vede all'opera quella sinergia con gli utenti della quale parlavo prima: poter raccogliere subito reazioni e suggerimenti ci offre l’opportunità di validare la tecnologia in modo più adeguato. Ciò riveste una notevole importanza per le imprese, che vedono così ridotto il cosiddetto time to market, che è uno dei fattori critici nella competizione globale.

Tornando all’esempio delle cadute, adesso i nostri sforzi si stanno spingendo ancora più avanti: ci stiamo indirizzando verso sistemi in grado di prevenire i possibili eventi traumatici e la ricerca in tal senso sta avanzando.

 

Cosa si può dire della sensoristica per l'AAL?



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